Giugno 2026. Il calcio torna dove aveva promesso di diventare qualcosa di più di uno sport: un linguaggio globale. Il Mondiale che attraversa Stati Uniti, Canada e Messico non è soltanto il più grande torneo mai organizzato, ma il simbolo di un’epoca in cui tutto si muove più velocemente, più lontano, più connesso. E allora anche Undici cambia campo. Diventa internazionale e per la prima volta in lingua inglese.
Lo facciamo oggi perché non avrebbe avuto senso farlo in un altro momento. Il Mondiale 2026 è il punto esatto in cui il calcio si trasforma in una cultura condivisa, istantanea, planetaria. I giocatori parlano a miliardi di persone prima ancora di toccare il pallone. Le squadre sono marchi globali. Le storie nascono a Buenos Aires, crescono a Milano e diventano patrimonio comune a Seoul o a Los Angeles. Il calcio contemporaneo non conosce più confini: noi abbiamo deciso di raccontarlo allo stesso modo.
Quando Undici è nata, aveva un’ambizione semplice e radicale: trattare il calcio con la stessa dignità narrativa riservata al cinema, alla letteratura, alla moda, alla musica, agli stili di vita. In una parola: alla cultura, pop e non solo. Raccontare, quindi, non solo le partite, ma ciò che le partite significano. In questi anni abbiamo scoperto che il calcio è un prisma attraverso cui leggere il presente: il potere, le identità, il linguaggio, il desiderio, le città, la politica, la tecnologia.
Diventare internazionali non significa rinunciare alla nostra identità. Al contrario: significa portarla altrove. Conservare lo sguardo con cui abbiamo raccontato il calcio fin qui — curioso, elegante, laterale — aprendolo a nuove voci, nuove geografie, nuovi immaginari. Significa parlare a chi vede nel calcio non un rifugio nostalgico, ma una delle grandi forze culturali del nostro tempo.
Il numero dedicato al Mondiale 2026 – chepotete acquistare nel nostro store online – è il primo passo di quel viaggio. Perché i Mondiali sono sempre stati molto più di un torneo. Sono uno specchio del mondo: delle sue tensioni, delle sue ossessioni, delle sue trasformazioni. E oggi il mondo è internazionale per definizione. Fluido. Ibrido. Interconnesso. Undici lo è sempre stato e da oggi lo sarà ancora di più. Non per inseguire il calcio globale. Ma per continuare a raccontarlo nel modo migliore possibile.