Il primo marcatore di un Mondiale non si dimentica facilmente. Pensate alla doppietta dell’ecuadoriano Enner Valencia nella scorsa edizione contro il Qatar, al colpo di testa del russo Gazinsky contro l’Arabia Saudita a Mosca nel 2018 oppure al mitico Tshabalala che 16 anni fa aveva aperta l’edizione sudafricana con quel sinistro potentissimo in una partita tra Sudafrica e Messico.. Quella volta era finita in pareggio, 1-1, ma 16 anni dopo, all’Azteca, le cose sono andate diversamente. E e a passare in vantaggio è stato il Messico, che ha dominato il match d’apertura e ha vinto per 2-0 quasi senza sudare. A spezzare l’equilibrio ,dopo appena nove minuti ci ha pensato Julián Quiñones. Che è entrato di diritto nella storia del Messico anche se non è esattamente messicano. L’attaccante dell’Al-Qadsiah, compagno di squadra di Retegui, è infatti nato in Colombia. Ed è uno dei quasi 300 giocatori che rappresentano un Paese diverso da quello in cui sono nati.
Il giocatore che ha segnato il primo gol del Mondiali, il messicano Julián Quiñones, è diventato messicano quando aveva 26 anni
Il primo marcatore di United 2026 è nato in Colombia, è compagno di squadra di Retegui in Arabia ed è solo il secondo giocatore naturalizzato a segnare per la Tricolor in una gara di Coppa del Mondo.
di Redazione Undici 12 Giugno 2026 alle
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