Il giocatore che ha segnato il primo gol del Mondiali, il messicano Julián Quiñones, è diventato messicano quando aveva 26 anni

Il primo marcatore di United 2026 è nato in Colombia, è compagno di squadra di Retegui in Arabia ed è solo il secondo giocatore naturalizzato a segnare per la Tricolor in una gara di Coppa del Mondo.
di Redazione Undici 12 Giugno 2026 alle 01:06

Il primo marcatore di un Mondiale non si dimentica facilmente. Pensate alla doppietta dell’ecuadoriano Enner Valencia nella scorsa edizione contro il Qatar, al colpo di testa del russo Gazinsky contro l’Arabia Saudita a Mosca nel 2018 oppure al mitico Tshabalala che 16 anni fa aveva aperta l’edizione sudafricana con quel sinistro potentissimo in una partita tra Sudafrica e Messico.. Quella volta era finita in pareggio, 1-1, ma 16 anni dopo, all’Azteca, le cose sono andate diversamente. E e a passare in vantaggio è stato il Messico, che ha dominato il match d’apertura e ha vinto per 2-0 quasi senza sudare. A spezzare l’equilibrio ,dopo appena nove minuti ci ha pensato Julián Quiñones. Che è entrato di diritto nella storia del Messico anche se non è esattamente messicano. L’attaccante dell’Al-Qadsiah, compagno di squadra di Retegui, è infatti nato in Colombia. Ed è uno dei quasi 300 giocatori che rappresentano un Paese diverso da quello in cui sono nati.

Quando aveva 26 anni, Quiñones si trovava in un ufficio della Segreteria degli Affari Esteri messicani. E lì ha ricevuto la lettera di naturalizzazione che lo rendeva eleggibile per la Tricolór. Nato nel marzo del 1997 in un comune del dipartimento di Nariño, in Colombia, una provincia di foreste di mangrovie e fiumi vista con vista sull’Oceano Pacifico, Quiñones ha lasciato presto la sua terra per inseguire un futuro nel calcio, forte di un fisico che già allora lasciava intravedere grandi potenzialità. La scelta è ricaduta sul Messico e la prima tappa è stata quella con i Tigres de Nuevo León, ma il passaggio alla prima squadra si è rivelato più complicato del previsto. È stato quindi mandato in prestito ai Venados di Mérida, in seconda divisione, dove ha messo insieme sei gol in venti partite. Il passo successivo è arrivato con i Lobos BUAP, e ha rappresentato la vera svolta della sua carriera: 16 reti e un assist in 28 incontri, numeri capaci di spalancare le porte del calcio che conta. L’Atlas e l’América hanno completato la crescita calcistica di Quiñones, che nel frattempo continuava a segnare con regolarità in Liga MX. E a quel punto è stato chiamato da due Nazionali: la Colombia, guidata dal ct argentino Néstor Lorenzo, e il Messico allora allenato da Jaime Lozano (con il quale però non ha potuto esordire, visto che non risultava ancora eleggibile).

Era il 2023, Quiñones ha rifiutato la chiamata della Nazionale colombiana e ha deciso di attendere. L’11 ottobre di quell’anno ha ricevuto i documenti che ne hanno ufficializzato la naturalizzazione. Nove giorni più tardi la FIFA ha autorizzato il cambio di Federazione e il 9 novembre il Messico annunciato nel roster della Nazionale con un video di benvenuto. L’esordio con la maglia verde è arrivato durante la stessa finestra internazionale, nella sfida contro l’Honduras valida per i quarti di finale della Concacaf Nations League. E in quella stessa partita è anche arrivato il suo primo gol con il Messico.

Nell’estate del 2024, Quiñones si è trasferito in Arabia. L’Al-Qadsiah ha investito oltre 16 milioni di dollari per assicurarsi le sue prestazioni, una cifra che ha rappresentato la cessione più onerosa nella storia della Liga MX verso una destinazione che non fosse l’Europa. In Arabia Saudita, il messico-colombiano ha continuato a mantenere numeri da attaccante di livello internazionale: 62 gol e 12 assist in 68 partite, con una partecipazione diretta a una rete praticamente a ogni incontro disputato. Le critiche di chi per mesi ha messo in dubbio il suo reale valore hanno trovato una risposta sul campo, in una notte destinata a restare nella memoria dello stadio Azteca. Quello segnato contro il Sudafrica è infatti un gol storico: prima di Quiñones, infatti, un solo calciatore naturalizzato era riuscito a segnare in con il Messico in una partita di Coppa del Mondo. Stiamo parlando di Antonio Naelson Sinha, nato in Brasile (a Itája, nella provincia del Rio Grande do Sul) e autore di una rete nella Coppa del Mondo del 2006, per la precisione durante la gara d’esordio contro l’Iran. Adesso, accanto al nome di Sinha c’è anche quello di Quiñones.

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