Due delle tre mascotte dei Mondiali, ovvero Clutch l’aquila calva e Maple l’alce, sono state protagoniste di un blitz antidroga della polizia peruviana

E per una curiosa circostanza, Zayu il giaguaro, che rappresenta il Messico, è rimasto fuori dall'operazione.
di Redazione Undici 13 Giugno 2026 alle 20:04

Si può essere mascotte iconiche, come il Ciao di Italia ’90. Si può essere un esperimento mal riuscito, come Ato, Kaz e Nik di Corea e Giappone 2022 — tre copie sbiadite dei Muppets: chi mai se le ricorda? E infine, si può essere autentici giustizieri della notte: fate largo allora a Clutch l’aquila calva e Maple l’alce, che rappresentano Stati Uniti e Canada durante il Mondiale americano. L’impresa del giorno, oltre a sopravvivere al caldo torrido del continente sotto il costume imbottito? Aver contribuito con successo all’arresto di un narcotrafficante a Lima, in Perù. Dove la polizia locale ha pensato di fare irruzione nella dimora del sospettato travestiti da Clutch e Maple: missione compiuta, con tanto di recupero della refurtiva.

Sembra una notizia da metaverso, ma è tutto documentato dal Guardian (anche in questo video). Dunque com’è possibile che le forze dell’ordine abbiano scelto di mettere in scena una carnevalata nei quartieri della malavita? Potrebbe sembrare una trovata bislacca, comprensibilmente, ma l’idea è molto più astuta di quel che sembra. Tutto si deve infatti al bersaglio dell’operazione: un giovane sospettato di traffico di droga, noto nell’ambiente per essere un fanatico di calcio a trecentosessanta gradi con l’ossessione per la Coppa del Mondo. Per questo gli agenti travestiti, mentre approcciavano la casa del malvivente, non ha dato nell’occhio: a quanto pare in zona lo sapevano tutti e gli stessi narcos non ci hanno trovato nulla di strano. Anche perché la manovra è stata curata nei minimi particolari. Il blitz è avvenuto di mercoledì. E il giaguaro Zayu, la mascotte che invece rappresenta il Messico, proprio di mercoledì ha il suo giorno libero — no, la sua assenza non si deve a facili battute sui signori della droga.

Come scrive il Guardian, “mentre le tensioni fra Canada e Stati Uniti sono continuate a crescere per tutto il corso dell’amministrazione Trump, con tanto di minacce di annessione da parte di Washington, la cooperazione migliore arriva sul versante della lotta contro il crimine”. Soprattutto se in incognito. La FIFA descrive Clutch l’aquila come “un leader naturale, spronando i compagni e trasformando ogni sfida in un’opportunità per alzare ancora di più l’asticella”. Mentre Maple l’alce è un tipo più bohémien, “amante dell’arte di strada”. Due profili ideali, insomma, per agire in situazioni di pressione e calarsi nelle aree più malfamate della capitale peruviana. Una volta arrivati davanti al cancello del sospettato, Clutch e Maple hanno sfondato le inferriate, inseguendo l’uomo su per le scale e braccandolo a terra con successo. Nell’abitazione hanno poi trovato e sequestrato un certo quantitativo di stupefacenti, portati all’attenzione degli inquirenti.

“Grazie al lavoro di intelligence svolto dalla nostra squadra siamo stati in grado di scoprire il debole per il calcio della persona che avevamo in mente di arrestare”, ha spiegato il colonnello Carlos Fredy Alcántara Obregón, capo dell’unità locale, parlando con Associated Press. “A quel punto abbiamo deciso di agire in incognito, travestendo i nostri uomini da mascotte del Mondiale con la cura per i dettagli necessaria per rendere credibile l’operazione. In questo modo siamo riusciti ad avvicinarci al bersaglio senza insospettirlo. E così l’abbiamo arrestato”. Oltre agli autografi e alle foto fuori dagli stadi, per Maple e Clutch scatterà presto la medaglia al valore.

>

Leggi anche