Nel calcio la scaramanzia è una cosa seria. Vale per i calciatori che scendono in campo, che spesso si affidano ai riti e alle tradizioni più disparate, come saltellare per un numero preciso di volte nel tunnel, toccare un determinato ciuffo d’erba, ascoltare sempre la stessa canzone arrivando allo stadio, ma può valere anche e soprattutto per i tifosi. Chi non si è mai seduto nello stesso punto del divano di casa perché “porta bene” o ha preparato lo stesso kit (sciarpa, maglietta, coperta) per vedere la partita? Nesusno, esatto. E allora non deve sorprendere se ci siano dei posti completamente ignorati dai tifosi solo perché “portano male”. Ecco, magari incuriosisce di più sapere che, tra questi c’è un simbolo della filmografia sportiva, la famosa scalinata del Philadelphia Museum of Art. In cima alla quale c’è la famosissima statua di Rocky Balboa.
Proprio in merito alla statua, lo stato della Pennsylvania ha lanciato un curioso avvertimento: meglio evitare di visitarla vestendo i colori della propria squadra del cuore. Il motivo? La presunta “Maledizione della Statua di Rocky”. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, quando l’Ecuador è diventato la più recente vittima di quella che l’account Instagram ufficiale di Visit Pennsylvania definisce ormai una vera tradizione sportiva, ma in senso negativo: prima della partita d’esordio al Mondiale, alcuni tifosi della nazionale sudamericana hanno raggiunto la scalinata del Philadelphia Museum of Art e hanno fatto indossare una maglia gialla alla statua del celebre pugile interpretato da Sylvester Stallone. Poche ore dopo è arrivata la sconfitta contro la Costa d’Avorio.
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La statua, realizzata nel 1982 per il terzo capitolo della saga cinematografica di Rocky e successivamente donata alla città dallo stesso Stallone, è da anni protagonista di un presunto sortilegio. Secondo la tradizione, le squadre che la “vestono” con i propri colori finiscono puntualmente per perdere. E così, come detto, è stato anche per l’Ecuador. Che ha subito una vera e propria beffa, se consideriamo che il ko contro la Costa d’Avorio è arrivato al 90esimo. Alla fine di una gara in cui la Nazionale di Beccacece ha colpito due traverse e un palo.
Nel corso degli anni, diverse squadre professionistiche sono state associate alla presunta maledizione. Tra queste i Minnesota Vikings, i New England Patriots prima del Super Bowl LII del 2018 e i San Francisco 49ers nel 2023. Con Philadelphia pronta a ospitare altre cinque partite del Mondiale, Visit Pennsylvania ha deciso di rivolgere un messaggio preventivo alle delegazioni in arrivo: «Alle delegazioni di Brasile, Haiti, Francia, Iraq, Curaçao, Croazia e Ghana: la Pennsylvania vi dà il benvenuto e vi augura il meglio per le vostre prossime partite a Philadelphia», si legge nel post pubblicato su Instagram (che vedete sopra). «Come buoni padroni di casa, desideriamo informarvi di un fenomeno ben documentato a Philadelphia: la Maledizione della Statua di Rocky. Numerose squadre di football americano hanno vestito la statua con i propri colori prima delle partite e sono poi state sconfitte. L’Ecuador lo ha fatto lo scorso fine settimana. Una coincidenza? La storia, purtroppo per loro, dice di no». Infine, l’invito rivolto alle nazionali che scenderanno in campo nelle prossime settimane è chiaro: Philadelphia è pronta ad accoglierle, ma la statua di Rocky non ha bisogno di nuove maglie. Chissà se il monito arriva perché tengono alla felicità dei tifosi o perché si teme un afflusso esagerato di persone sulla scalinata.