Cosa c’è di ancora più inglese della Nazionale dei Tre Leoni? Le centinaia di bandiere con la croce di San Giorgio appese in ogni angolo dello stadio per ogni partita, con le scritte bianche a indicare la città di appartenenza del gruppo di tifosi che ha avuto la cura di portarle al campo e appenderle. Tutto questo, però, non potrà succedere in occasione della gara tra Inghilterra e Croazia, la prima della squadra di Thomas Tuchel ai Mondiali 2026. I tifosi inglesi, infatti, rischiano di vedersi confiscare le loro bandiere perché non potranno appenderle sopra i cartelloni pubblicitari che circondano lo stadio di Dallas – che ospiterà la partita.
Nell’impianto texano verranno ammesse saranno solo bandiere di piccole dimensioni, che dovranno essere obbligatoriamente appese dietro le porte. Fonti interne alla FIFA hanno motivano questa decisione «per motivi legati alla sicurezza». La guida da seguire per i tifosi al Mondiale indica d’altronde che «sono ammesse allo stadio bandiere, striscioni e poster di piccole dimensioni, realizzati con materiale ignifugo e che quelli di maggiori dimensioni devono essere autorizzati in anticipo». Non sarebbe la prima volta in questa Coppa del Mondo che gli addetti alla sicurezza requisiscano bandiere ai tifosi: ciò è già successo infatti in occasione della gara tra Paesi Bassi e Giappone, sempre al Dallas Stadium. La FIFA ha inoltre espressamente vietato all’interno degli impianti qualsiasi vessillo di natura politica, offensiva e/o discriminatoria. La Federazione Internazionale, per altro, ha appena vinto una causa in tribunale a Los Anglese per impedire ai tifosi iraniani di portare la bandiera prerivoluzionaria alle partite, classificandola come un simbolo politico.
Il fatto di non poter esporre i propri simboli, si sa, è una misura molto limitante per i tifosi, soprattutto europei. E secondo Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe (rete che rappresenta i tifosi di calcio in Europa) manca una coerenza nell’applicazione delle linee guida: «Non poter portare le bandiere è in contrasto con la maggior parte delle regole e dei regolamenti FIFA, ma anche con quanto era permesso nei tornei precedenti», ha detto. «La maggior parte di queste è stata rimossa dallo staff». Evain ha poi sottolineato come il diktat non valga in tutti gli impianti dei Mondiali: «In molti stadi non ci sono stati problemi», ha aggiunto, «quindi è difficile capire quale sia la politica effettiva. Il problema è che non esiste una regola coerente, la FIFA non ha mai chiarito quali simboli siano ammessi e quali no, se si possa portare la bandiera della propria città o squadra oppure no. Molte cose sono ancora in sospeso». Inghilterra-Croazia potrebbe essere dunque una delle prime gare per i Three Lions senza lo sfondo delle tradizionali bandiere appese su ogni balaustra. Non proprio il miglior modo per cominciare un Campionato del Mondo.