Kansas City non.è una grande metropoli, eppure gli investimenti pubblici e privati l’hanno messa al centro dei Mondiali (e dello sport in generale)

L'area intorno alla città ospita sei Nazionali, allo stadio degli Chiefs sono state assegnate sei partite. Ma questa è solo una parte di un piano di sviluppo molto più ampio.
di Redazione Undici 18 Giugno 2026 alle 12:34

Nella città di Kansas City vivono solo 500mila persone, mentre l’intera area metropolitana non va oltre i 2,2 milioni di abitanti. Sono numeri significativi ma non alti, negli USA ci sono ben 30 metropoli più grandi rispetto a quella che sorge a cavallo tra Kansas e Missouri. Eppure stiamo parlando di uno dei centri più importanti dei Mondiali 2026, a tutti i livelli possibili. Intanto perché Lamar Hunt – grande pioniere del calcio americano, tra i fondatori della NASL e della MLS, dirigente illuminato e visionario a cui è stata intitolata la U.S. Open Cup, la coppa nazionale più importante del Paese – è legatissimo a Kansas City, dove spostò i Dallas Texans trasformandoli in Kansas City Chiefs – una delle franchigie più famose della NFL. E poi perché le amministrazioni locali e diversi privati hanno fatto degli enormi investimenti in infrastrutture sportive, proprio a partire dalla forza trainante della squadra di football.

Ecco un po’ di numeri significativi citati anche dal Financial Times: pur essendo la città più piccola tra tutte quelle scelte per ospitare le partite dei Mondiali, Kansas City ha già accolto l’Argentina e accoglierà i Paesi Bassi, l’Austria e l’Ecuador per le gare della fase a gironi. Ma non è tutto: nello stadio degli Chiefs si giocheranno anche un sedicesimo di finale e un quarto di finale, per un totale di sei partite complessive. E ancora: ben quattro Nazionali, vale a dire Argentina, Inghilterra, Paesi Bassi e Algeria hanno scelto di farsi ospitare, per il proprio ritiro in Nord America, dalle ottime strutture costruite e/o rimodernate in modo che Kansas City fosse considerata una capitale del calcio e dello sport in generale.

L’investimento totale per questi centri sportivi, da parte dello stato e dei privati, ha raggiunto i 650 milioni di dollari. Se invece guardiamo all’investimento fatto per la “semplice” ristrutturazione dello stadio degli Chiefs, la cifra è di 40 milioni di dollari. E anche se la maggior parte dei proventi legati ai biglietti spettano alla FIFA, la dirigenza della squadra NFL e le istituzioni locali – che hanno stanziato un budget di 200 milioni di dollari per l’organizzazione e la gestione degli eventi connessi al Mondiale – sono convinte che l’impatto economico sarà positivo. Mark Donovan, presidente dei Kansas City Chiefs, ha detto che «per noi essere stati selezionati per ospitare una gara dei quarti di finale rappresenta un motivo d’orgoglio. Kansas City in questo modo verrà assimilata a realtà come quelle di Boston, Miami, Los Angeles».

In realtà la crescita di Kansas City come polo sportivo è legata anche a una maxi-operazione portata avanti dagli Chiefs, che hanno annunciato il trasferimento (dal Missouri in Kansas) a partire dal 2031. Nella stessa stagione verrà anche inaugurato il nuovo stadio della franchigia, che costerà tre miliardi di dollari e sarà coperto: una caratteristica che lo renderà idoneo per ospitare il Super Bowl e altri eventi di risonanza nazionale. La governatrice del Kansas, la democratica Laura Kelly, ha detto che «la decisione dei Chiefs di trasferirsi in Kansas mette il nostro stato sotto i riflettori e invia un segnale al mondo intero: stiamo per beneficiare di un investimento monumentale che migliora la reputazione del Kansas, crea posti di lavoro ben retribuiti e attrae turisti e giovani». Di certo quanto è stato fatto finora è bastato/servito per ospitare i Mondiali di calcio. Non è poco, non era scontato.

>

Leggi anche