I ristoranti e i bar americani stanno aumentando i loro prezzi, visto che i tifosi arrivati per i Mondiali non lasciano la mancia

La maggior parte dei fan europei non sono abituati all'usanza e chiedono spesso spiegazioni quando vedono sul display le varie opzioni per dare le tips.
di Redazione Undici 21 Giugno 2026 alle 10:44

È da sempre una di quelle usanze americane che noi europei facciamo fatica a capire. La domanda che ci sorge spontanea molto spesso è questa: “Ma per quale motivo al conto bisogna sempre aggiungere un 10, 15 o 20%?” Semplice-.perché negli Stati Uniti camerieri e responsabili di sala vengono pagati meno, proprio per permettere loro di arrotondare con laà mance. Lasciare una “tip” come si dice da quelle parti, del 5% o addirittura non lasciarla significa sostanzialmente dire che ci si è trovati malissimo. Per chi frequenta gli States la mancia ormai è una consuetudine, può esserlo meno per chi ci va per la prima volta, specie se per un evento particolare, come i Mondiali, che tra costi dei biglietti, degli alloggi e dei mezzi di trasporto per i tifosi possono diventare un investimento ingente.

Ai fan di tutto il mondo, soprattutto agli europei, lasciare la mancia scoccia. Per questo gli americani sono corsi ai ripari, naturalmente a modo loro. Il New York Post, quotidiano popolare della Grande Mela, su questo tema ha svolto un’indagine molto particolare e i risultati sono incredibili. Con circa 1,2 milioni di appassionati attesi nell’area metropolitana per le partite in programma al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, bar e ristoranti stanno registrando un’impennata di presenze senza precedenti. Dalle prime partite del mattino fino ai festeggiamenti notturni, locali e pub sono costantemente affollati, con consumazioni in aumento e incassi da record. Tuttavia, secondo molti operatori del settore, le mance lasciate dai visitatori stranieri risultano molto inferiori agli standard statunitensi.

La situazione ha spinto alcuni ristoratori di città coinvolte nell’organizzazione del torneo, tra cui Kansas City, Atlanta e Philadelphia, a introdurre automaticamente una maggiorazione del 20% sul conto. Una misura pensata per tutelare camerieri e personale di sala, che negli Stati Uniti dipendono in larga misura dalle mance per integrare il proprio stipendio, ma anche per evitare incomprensioni con turisti provenienti da Paesi dove il servizio è già incluso nel prezzo finale.

Gli inviati del giornale newyorchese sono andati in giro per locali per chiedere ai camerieri dei locali se effettvamente avessero guadagnato di meno. «Il problema è che molti non sanno come funziona il sistema delle mance negli Stati Uniti», hanno spiegato i dipendenti del McCarthy’s, un pub sulla 46esima strada. «Molti clienti chiedono spiegazioni quando ricevono il conto». Il personale di sala ha raccontato di aver servito tavolate che hanno accumulato conti vicini ai 700 dollari nel corso di una singola giornata, senza però ricevere una mancia adeguata. Nonostante questo, l’atmosfera positiva creata dal torneo compensa in parte il disagio. Anche altri esercizi commerciali stanno vivendo settimane particolarmente intense. Al 5 Napkin Burger di Ninth Avenue il personale ha sottolineato un afflusso continuo di turisti, mentre all’Hurley’s Saloon la comproprietaria Anne Calimano ha descritto il Mondiale come un evento capace di rivoluzionare una stagione tradizionalmente tranquilla per il settore della ristorazione cittadina. «Tra il Mondiale e l’entusiasmo per i Knicks, non si riesce quasi a camminare all’interno del locale» ha rivelato.

Se gli affari procedono a gonfie vele, la questione delle mance resta però un tema ricorrente. «Ovviamente non lasciano le stesse percentuali a cui siamo abituati» ha osservato Calimano. Qualche barista ha poi fatto notare come ci voglia comprensione, considerando quanto costa seguire una Coppa del Mondo, ma in ogni caso il dibattito sulle mance rappresenta uno degli aspetti più curiosi dell’incontro tra culture diverse. Un dettaglio apparentemente secondario che, almeno a camerieri e baristi newyorchesi sta facendo capire cosa vuol dire organizzare un’edizione dei Mondiali.

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