Tra le cose più belle e attrattive dei Mondiali, ci sono sicuramente le sfide tra le grandi Nazionali e quelle meno blasonate: gare esotiche, cariche di significati, che possono regalare anche delle belle sorprese. Pensiamo per esempio a Capo Verde, che in una settimana ha fermato prima la Spagna campione d’Europa in carica e poi l’Uruguay di Valverde, Darwin Núñez e Bentancur. È bello pensare anche che Capo Verde sia/abbia una squadra il cui valore aggregato di tutti i giocatori è tre volte e mezzo inferiore a quello del solo Lamine Yamal. Il cui cartellino, secondo gli algoritmi di Transfermarkt, ha un costo che si aggira intorno ai 200 milioni di euro, mentre quello dei 26 convocati da Capo Verde non arriva a 55 milioni di euro.
Sembra assurdo pensare che un giocatore possa valere più di 26 colleghi. E invece è così, anzi se guardiamo al Mondiale è una cosa che è già successa e che succederà diverse volte ancora. In totale, ci saranno undici scontri diretti in cui accade esattamente questo. Pensiamo per esempio a un’altra sfida della Spagna, ovvero quella contro l’Arabia Saudita: da una parte un colosso dal valore totale di 1,22 miliardi di euro (il terzo più alto nel torneo), dall’altra una squadra il cui valore di mercato dei giocatori è di poco superiore ai 40 milioni di euro. Ma è ancora più impressionate pensare che tutti i 26 sauditi messi insieme valgano un quinto del solo Yamal, il più prezioso nel torneo insieme all’attaccante norvegese del Manchester City Erling Haaland. Lo stesso discorso vale, come detto, per altre nove gare. Se guardiamo a Francia-Iraq, per esempio, Kylian Mbappé (il cui cartellino ha un costo di 180 milioni di euro) vale da solo otto volte e mezzo i giocatori iracheni (20 milioni di euro). Si tratta di un record? No, perché il primato appartiene al match Norvegia-Iraq: il cartellino di Haaland ha un costo dieci volte superiore al valore aggregato della rosa irachena (e la partita è infatti finita 4-1 per i norvefesi).
In vista di Argentina-Giordania, l’attaccante argentino Julián Álvarez costa da solo cinque volte più della Nazionale giordana; per Inghilterra-Panama, Jude Bellingham vale quattro volte di più rispetto all’intera rosa di Panama; per Brasile-Haiti, il brasiliano Vinicius Jr. valeva e vale due volte e mezzo più di Haiti, mentre il cartellino del belga Doku costa più del doppio rispetto a Iran e Nuova Zelanda; stessa cosa anche per come João Neves (Portogallo) e Hakimi (Marocco) rispetto alle rose di Uzbekistan e Haiti.
Questi Mondiali si apprestano a entrare nei libri di storia per tanti motivi. Uno di questo è che non ci sono mai state tante partite con uno squilibrio economico così marcato, nelle quali un giocatore vale molto di più di tutta la squadra avversaria. Una possibile spiegazione a questo fenomeno è che il Mondiale allargato a 48 squadre ha portato in Canada, Messico e Stati Uniti Nazionali anche molto “piccole”, con rose di conseguenza poco preziose. Dall’altro, però, c’è anche – e soprattutto – la valutazione sempre più alta fatta negli ultimi anni ad alcuni top player, che arrivano a raggiungere cifre mai viste prima.