Stiamo vivendo un Mondiale che cambierà il calcio per sempre, anche grazie all’Intelligenza Artificiale

Grazie a Lenovo, adesso abbiamo tecnologie AI che impattano sul gioco in un modo mai visto prima: le Ref Cam degli arbitri, FIFA AI Pro per l’analisi tattica e gli avatar 3D, e iper-realistici, di tutti i giocatori convocati.
di Redazione Undici 23 Giugno 2026 alle 20:03

Il Mondiale 2026 ha già cambiato il calcio. Per sempre. Per tanti motivi, ma soprattutto perché la tecnologia sta generando un impatto gigantesco sul gioco, sull’andamento delle partite, persino sul lavoro – difficilissimo, bellissimo – degli arbitri convocati per la fase finale negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. La grande protagonista di questa rivoluzione è l’intelligenza artificiale: in occasione della Coppa del Mondo, Lenovo – Official Technology Partner della FIFA – ha lanciato tre tecnologie che, partendo proprio dall’AI, rendono più immersiva, più accessibile e più completa la fruizione, l’analisi tattica e la direzione arbitrale delle partite. 

Quella con cui siamo più a contatto, perché la vediamo e quindi la viviamo in ogni partita, è quella che caratterizza la nuova Ref Cam, ovvero la minicamera che è diventata parte dell’equipaggiamento del direttore di gara e permette di vivere il gioco secondo il punto di vista del direttore di gara. Si tratta di una novità spettacolare, perché l’AI permette di stabilizzare – le vibrazioni, anche nelle azioni con movimenti più rapidi, si riducono fino al 50%  – e rendere più nitide le immagini, offrendo agli spettatori tv un’esperienza mai vista prima, soprattutto a livello di coinvolgimento.

Per quanto riguarda l’analisi tattica, invece, la grande scommessa di Lenovo si chiama FIFA AI Pro. Si tratta di una piattaforma a cui hanno accesso gli analisti di tutte le Nazionali che partecipano ai Mondiali, e che permette di ottenere cifre, grafici, video e ricostruzioni 3D di ciò che succede in campo. L’idea è quella di partire da prompt semplici, che vengono interpretati e processati dall’intelligenza artificiale sulla base dei dati e delle immagini accumulati in occasione delle gare precedenti. In poche parole: un analista di qualsiasi Nazionale pone una domanda all’AI e ottiene, in cambio, tutta una serie di statistiche e contenuti multimediali che gli permettono di approfondire uno o più aspetti tattici del gioco, di una gara, di una squadra.

La vera rivoluzione, però, sta nell’accessibilità a FIFA AI Pro: grazie a questo nuovo strumento, tutte le 48 Nazionali qualificate ai Mondiali, anche quelle di Federazioni con meno risorse, possono utilizzare gli stessi dati, la stessa mole di informazioni. Secondo Alvaro Pérez Rivero, Senior Product Manager (Football AI Pro), Services & Solutions Group per Lenovo, «il fatto che la FIFA ci abbia dato accesso ai suoi dati ufficiali porta a una reale democratizzazione dell’analisi tattica avanzata: ai Mondiali alcune squadre si presenteranno con un esercito di analisti, di coach, mentre altre avranno staff meno ampi. Grazie a questo nuovo strumento, tutti avranno le stesse identiche possibilità». 

Football AI Pro, però, non deve essere vista come un surrogato del lavoro dell’uomo: la piattaforma, infatti, non si sostituisce ai collaboratori tecnici o agli allenatori, piuttosto li supporta, praticamente in tempo reale, durante le partite. Anche perché, come spiega ancora Pérez Rivero, «è stata progettata a partire da un linguaggio calcistico comune, universale, partendo dai termini più utilizzati all’interno della FIFA». 

Lo stesso identico discorso vale per la tecnologia arbitrale: per i Mondiali, attraverso la sua nuova tecnologia, Lenovo ha scannerizzato i corpi di tutti i giocatori convocati per la fase finale torneo e utilizza i loro modelli 3D nelle ricostruzioni che vengono utilizzate per il VAR e il fuorigioco semiautomatico. Per realizzarli, l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo fondamentale: durante la fase di scanning, che è avvenuta grazie a 28 terminali allestiti e poi spostati nei ritiri di tutte le Nazionali che giocano negli USA, in Canada, in Messico, l’AI ha permesso di ricreare le esatte fattezze dei calciatori, di realizzare avatar realistici che hanno un impatto non solo estetico, ma anche funzionale, per i direttori di gara. Che, durante il Mondiale, guardano delle immagini in cui la riproduzione di Lamine Yamal ha la faccia, le spalle, le braccia, le gambe di Lamine Yamal. E così via, per tutti i giocatori che partecipano al torneo, non solo per quelli più famosi e riconoscibii.

Il bello è che questo è solo l’inizio: Valerio Rizzo, responsabile del progetto e AI Senior Manager & Solution Architect di Lenovo, ha spiegato che «in questo modo garantiamo la miglior esperienza possibile agli arbitri, ai tifosi, agli stessi giocatori. Che sono sempre più attenti alla loro immagine, per altro. Ma le possibilità sono veramente infinite: cosa ci vieta, per esempio, di immaginare una partita simulata da giocatori iper-realistici costruiti con l’IA, magari gestita dall’IA?». Forse per questo è ancora presto, ma intanto abbiamo iniziato a familiarizzare con  un calcio in cui le decisioni degli allenatori e degli arbitri sono supportate dall’intelligenza artificiale. Ecco perché il calcio è già cambiato. Per sempre.

Da Undici n° 68
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