Biglietti per assistere alle partite, camere d’hotel prenotate, viaggi aerei pagati e un “Fanbox” contenete una maglia da gara, un cappellino, degli occhiali da sole bianchi e rossi e una bandiera del Paese. Secondo le testimonianze raccolte dal Telegraph, la Federcalcio di Doha avrebbe pagato delle persone per tifare la Nazionale impegnata ai Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti. E lo avrebbe fatto proprio in questo modo, cioè offrendo a questi “tifosi” un pacchetto completo: viaggio, ingresso allo stadio e anche tutto il necessario per agghindarsi come dei veri fan della Nazionale del Golfo Persico.
Stando a quanto rilevato dal quotidiano britannico, all’incirca un migliaio di persone sarebbero state coinvolte in quello che è un vero e proprio progetti di tifo a pagamento e avrebbero assistito alle partite della prima fase – il Qatar ha pareggiato con la Svizzera all’esordio, poi è stata battuta da Canada e Bosnia e ha concluso il girone all’ultimo posto. Questi supporter sarebbero stati letteralmente addestrati per sostenere la Nazionale di Lopetegui negli stadi americani. Anche perché molti di loro non avevano mai visto una partita di calcio nella loro vita.
In realtà, prima dei Mondiali, il Qatar aveva annunciato ufficialmente l’istituzione del “Qatari Fans Delegation Program”, una sorta di progetto di assistenza per cui la Federcalcio di Doha si sarebbe fatta carico delle spese per un migliaio di tifosi diretti negli USA. In questo modo, avrebbe garantito «un’esperienza senza intoppi ai fan: il programma, infatti, copre i biglietti aerei con Qatar Airways, i soggiorni in hotel e i trasporti locali». In questo modo, si legge ancora nella nota ufficiale diffusa qualche mese fa, «si verrà a creare un’atmosfera vibrante che aiuterà i giocatori a raggiungere i migliori risultati possibili». Anche degli studenti qatarioti residenti negli USA e in Canada sarebbero stati inseriti nel programma, solo che poi pare che le maglie siano state allargate fin troppo. E il punto è proprio questo: diverse persone hanno approfittato dell’iniziativa pur non essendo qatarioti, ma perché avevano semplicemente un legame con il Golfo Persico. Di conseguenza, anche alcuni sedicenti tifosi di Riyadh (Arabia Saudita) si sarebbero ritrovate negli USA grazie al sostegno economico del Qatar. Entrambe le Federazioni, sia quella di Doha che quella saudita, non hanno voluto commentare l’inchiesta del Telegraph.
Ma non è tutto: il Telegraph ha raccontato che il giorno prima dell’ultima gara del Qatar (quella contro la Bosnia ed Erzegovina) un gruppo di 500 persone – nessuno di loro aveva mai messo piede prima all’interno di uno stadio in vita sua – si sarebbe riunito all’Hyatt Regency di Seattle per ricevere le istruzioni su come comportarsi prima e dopo la partita, all’esterno e all’interno dell’impianto: sarebbe stato dato un appuntamento per marciare insieme verso il campo, poi sarebbero stati organizzati dei momenti di tifo collettivo. Non a caso, in uno dei settori occupati dai tifosi del Qatar, era presente una sorta di capo-ultras che gesticolava e dava il tempo dei cori e degli applausi. L’indiscrezione per cui la Federazione qatariota potrebbe aver pagato delle persone per tifare la Nazionale di Lopetegui non è esattamente una breaking news: già tre anni e mezzo fa, quando i Mondiali si disputarono proprio in Qatar, il Telegraph aveva fatto delle indagini in questo senso, incassando però delle secche smentite da parte di Doha.