Una patch di 40 centimetri quadri vale 50 milioni di dollari all’anno, ma solo se sta sulla maglia Golden State Warriors

Un'azienda specializzata nei cloud per l'AI pagherà questa cifra per far comparire il suo logo sulla canotta della squadra californiana: è la cifra più alta di sempre per una sponsorizzazione negli sport professionistici americani.
di Redazione Undici 26 Giugno 2026 alle 17:46

Il mercato deggli sponsor sportivi non ha più limiti. E anche una piccolissima patch su una divisa da gioco importante può arrivare a costare milioni di dollari. C’entrano gli Stati Uniti (e chi se no?) e la NBA. I Golden State Warriors hanno infatti annunciato una nuova partnership pluriennale con Iren, società australiana specializzata in infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, che dalla prossima stagione diventerà il nuovo sponsor principale della maglia, prendendo il posto di Rakuten.

Secondo il sito americano Sportico, l’accordo avrebbe un valore superiore ai 50 milioni di dollari all’anno, cifra che lo renderebbe il più ricco contratto di sponsorizzazione nella storia degli sport professionistici nordamericani. La partnership coinvolgerà l’intera organizzazione dei Warriors, comprese le Golden State Valkyries della WNBA, dove gioca l’italiana Cecilia Zandalasini e i Santa Cruz Warriors della G League. Il punto, però, è che il marchio Iren in uno spazio davvero minuscolo: una patch, appunto, di circa 40 centimetri quadri (per la precisione. 2,5 pollici di larghezza per 2,5 pollici di altezza) posta sulla parte sinistra della tenuta da gioco. E poi sulle divise da riscaldamento delle Valkyries, sulle maglie della squadra affiliata e anche all’interno del Chase Center – il palazzetto di casa degli Warriors. Nelle ultime stagioni, il marchio presente sulla maglia da gioco di Steph Curry e compagni era quello di Rakuten, gigante giapponese dell’e-commerce.

«Siamo alla ricerca di partner che condividano la nostra visione di innovazione e coinvolgimento della comunità» ha dichiarato il Chief Commercial Officer dei Warriors, Mike Kitts. «L’impegno di Iren nello sviluppo delle tecnologie del futuro si allinea perfettamente con il nostro obiettivo di spingere sempre più avanti i confini dell’innovazione e lasciare un’eredità duratura nella Bay Area e oltre». Fondata nel 2018 dai fratelli Daniel e Will Roberts, Iren nasce come azienda attiva nel mining di Bitcoin, per poi riconvertire il proprio business verso i data center dedicati all’intelligenza artificiale, con impianti operativi tra Canada e Texas. Nell’ottobre scorso ha siglato un contratto quinquennale da 9,7 miliardi di dollari con Microsoft per servizi cloud AI, mentre il mese scorso ha annunciato una collaborazione con Nvidia per accelerare lo sviluppo di grandi infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.

Attualmente Iren vanta una capitalizzazione di mercato di circa 18 miliardi di dollari. Le azioni, quotate al Nasdaq, hanno registrato un’impennata del 1.200% nell’arco di sei mesi durante il boom dell’AI e, nonostante il calo rispetto ai massimi di maggio, risultano ancora in crescita del 28% dall’inizio dell’anno. L’accordo prevede anche importanti iniziative sociali nella Bay Area. Warriors e Iren promuoveranno programmi educativi dedicati all’intelligenza artificiale e alle discipline STEAM, riqualificheranno campi da basket pubblici e distribuiranno ogni anno 10mila maglie di Golden State ai giovani delle comunità svantaggiate.

Sul piano economico, Golden State continua a rappresentare un punto di riferimento nello sport professionistico americano. Sempre secondo Sportico, i Warriors sono la franchigia NBA con il valore più elevato per il quinto anno consecutivo, stimata in 11,33 miliardi di dollari e superata a livello globale soltanto dai Dallas Cowboys della NFL. La società guida inoltre la lega per ricavi da sponsorizzazioni, quasi doppi rispetto a qualsiasi altra franchigia NBA. Anche le Golden State Valkyries stanno riscrivendo i record della WNBA. Alla loro seconda stagione, la franchigia ha generato 78 milioni di dollari di ricavi nel primo anno di attività, il 48% in più rispetto alle Indiana Fever, diventando la squadra con il valore più alto della lega, stimato in 850 milioni di dollari.

>

Leggi anche