Tensioni e proteste avevano accolto il mondiale a Città del Messico. Le numerose manifestazioni di insegnanti e giudici in pensione che chiedevano – e chiedono ancora – aumenti salariali e l’abrogazione di una legge del 2007 che aveva profondamente riformato (in peggio) il sistema pensionistico, di certo non contribuivano a far crescere l’attesa mondiale nel Paese. Anzi, il caro biglietti e i disagi alla viabilità avevano fatto il resto. Insomma, all’inizio questo mondiale in Messico non lo voleva nessuno o quasi. Eppure, alla fine della competizione i messicani potrebbero essere stati contenti di ospitarla. Non solo perché la nazionale di Aguirre si è qualificata ai sedicesimi con tre vittorie nel girone, ma anche perché secondo le stime degli economisti il governo potrebbe incassare qualche miliardo di dollari.
Il giornale spagnolo El Pais ha fatto qualche conto. A beneficiare del momento d’oro della nazionale sono anche l’economia e il commercio del Paese. Secondo le stime della Confederazione delle Camere Nazionali di Commercio, Servizi e Turismo (Concanaco), nelle prime due settimane della competizione la manifestazione ha già generato un indotto superiore ai 17,5 miliardi di pesos, pari a circa un miliardo di dollari. Bar, ristoranti, hotel e negozi di articoli sportivi stanno registrando incassi record grazie all’afflusso di tifosi e turisti, mentre la Nazionale continua il proprio percorso nel torneo. Un entusiasmo che si respira soprattutto nelle città ospitanti, ma che si sta estendendo anche ad altre destinazioni del Paese.
Durante il Mondiale, i locali della zona turistica della capitale sono rimasti pieni anche negli orari lavorativi. Per far fronte alla domanda crescente, molti esercizi hanno assunto nuovo personale e prolungato gli orari di apertura. Il momento di massimo afflusso è coinciso con la sfida tra Messico e Corea del Sud. Le previsioni formulate prima dell’inizio del torneo stanno trovando conferma con il passare delle settimane. Il presidente della Concanaco, Octavio de la Torre, sottolinea come la maggior parte dell’indotto economico si concentri nelle tre città che ospitano il Mondiale – Città del Messico, Guadalajara e Monterrey – ma evidenzia anche una crescita del turismo verso altre destinazioni come Zacatecas, Oaxaca, Hidalgo e Puebla.
L’obiettivo, spiega De la Torre, è fare in modo che i benefici economici dell’evento non restino confinati alle sedi ufficiali della competizione, ma si estendano anche alle aree limitrofe. Secondo le stime dell’associazione, il Mondiale potrebbe generare complessivamente un impatto economico di circa 65 miliardi di pesos, equivalenti a oltre 3,7 miliardi di dollari. Anche Monterrey rappresenta un caso interessante. Prima dell’inizio del torneo, l’assenza delle partite della nazionale messicana aveva fatto temere uno scarso coinvolgimento del pubblico locale. Per questo motivo la città ha deciso di puntare sulla promozione delle altre nazionali presenti, trasformando ogni gara in un evento capace di attirare tifosi e curiosi.
Giappone, Corea del Sud, Svezia e Paesi Bassi hanno così trovato un caloroso sostegno da parte dei tifosi di Monterrey, che hanno riempito lo stadio e le piazze cittadine. Il governo locale ha promosso in particolare la sfida tra Giappone e Tunisia, passata alla storia come la millesima partita disputata nella storia dei Mondiali. Con la Corea del Sud il legame era già consolidato grazie alla presenza di numerose aziende sudcoreane nell’area metropolitana. La strategia ha dato i suoi frutti: durante la prima settimana della competizione Monterrey ha registrato un tasso di occupazione alberghiera dell’85%, in concomitanza con le prime due gare ospitate dalla città. Le camere di commercio locali stimano che il torneo possa generare fino a due miliardi di pesos di ricadute economiche dirette per lo Stato di Nuevo León. Hotel, ristoranti, bar e attività commerciali parlano già di vendite ai massimi storici, alimentate dall’arrivo di turisti stranieri ma anche dal grande entusiasmo dei tifosi messicani, protagonisti di una festa che, almeno per ora, continua ben oltre il rettangolo di gioco.