Una partita lunga, se non altro, che ha tenuto sull’attenti il Centre Court di Londra per quasi due ore e mezza. Alla fine però, l’eterna Serena Williams si è inchinata all’australiana Maya Joint – numero 87 del ranking WTA – per 6-3 6-7 6-3. Il ritorno al grande tennis dopo quattro anni di inattività era atteso, forse troppo, e si è risolto in un unico match: The Queen insomma si riscopre umana, soggetta alle leggi del tempo e ormai non più in grado di sostenere il confronto con le nuove generazioni a livello d’élite – la stessa Joint ha appena 20 anni, ed è nata mentre Serena, nonostante alcuni lunghi infortuni, era già una stella dello sport mondiale.
Il colmo è che lo rimane tuttora, nonostante l’inevitabile assenza di prestazioni. Un dato su tutti? Negli ultimi dodici mesi la minore delle sorelle Williams ha guadagnato la bellezza di 44 milioni di dollari. Una cifra che rispecchia sponsorizzazioni, conferenze a pagamento, attività da testimonial o brand ambassador. Serena insomma ancora oggi resta la quarta tennista più pagata al mondo, nonostante i suoi introiti annuali strettamente legati all’attività sportiva siano appena 8.975 dollari di montepremi.
Dal punto di vista economico però, ormai giocare non le serve più. Parliamo di una superstar-azienda, dotata di un portafoglio altamente diversificato: marchi di abbigliamento, investimenti nel fitness, nei club sportivi professionistici, nel settore degli integratori alimentari. Senza contare poi la fortunata intuizione di Serena Ventures, società di finanziamento di startup fondata dall’ex numero uno al mondo nel 2014 e capace di raccogliere un capitale iniziale da 111 milioni di dollari.
L’hype attorno a Williams resta talmente alto che anche dopo il ritiro, oggi, la sua “parcella” per una singola apparizione a una conferenza o altro evento che richiede il suo intervento al microfono parte dal milione di dollari. Risulta tuttora l’atleta donna più famosa degli Stati Uniti, quinta in assoluto dietro Michael Jordan, Shaquille O’Neal, LeBron James e Tom Brady. Mentre i guadagni della sua intera carriera, da leader incontrastata al femminile, si aggirano attorno ai 680 milioni di dollari aggiustati all’inflazione. Di fronte a una simile carrellata, il verdetto di Wimbledon passa decisamente in secondo piano. Conta che Serena c’è stata, è tornata e si è fatta vedere. Facendo incetta di denaro per il semplice fatto di esserci ancora, da leggenda senza tempo fra le big del presente.