La Viking Row della Norvegia è diventata un’ossessione, anche (e soprattutto) negli Stati Uniti

L'esultanza più virale dei Mondiali ha "contagiato" anche il Paese ospitante, e basta aprire un qualsiasi social network per rendersene conto.
di Redazione Undici 01 Luglio 2026 alle 12:06

Era inevitabile che la Viking Row – l’esultanza di gruppo dei calciatori norvegesi che mimano una remata a tempo, tempo a sua volta scandito dal suono di un tamburo e/o dalle urla dei tifosi – diventasse un fenomeno virale: dopotutto Odegaard, Haaland e tutto il resto della rosa di Solbakken sono la miglior Norvegia di sempre, le vittorie colte ai Mondiali contro Iraq, Senegal e Costa d’Avorio sono valse l’accesso agli ottavi e una sfida stellare contro il Brasile, non c’era mai stato così tanto entusiasmo intorno alla squadra e ai suoi tifosi. E poi oggi ci sono i social, che amplificano l’effetto di ogni evento davanti a una platea globale. Ecco, il punto è proprio questo: oltre all’intera popolazione della Norvegia – e per intera intendiamo intera: persino la famiglia reale e i parlamentari di Oslo si sono fatti immortalare mentre ripetevano l’esultanza dei loro calciatori – anche gli americani si sono fatti “contagiare” dall’euforia per la Viking Row. E non era affatto scontato.

Come racconta The Athletic in questo articolo, il coinvolgimento visto in questi giorni in vari punti degli Stati Uniti è qualcosa di davvero straordinario. Ecco un piccolo elenco necessariamente incompleto: la Viking Row è stata eseguita durante una partita di MLB tra New York Mets e i Chicago Cubs, sul pavimento di una carrozza della metropolitana di New York, ovviamente a Times Square, in un video in cui comparivano Jameis Winston (quarterback dei New York Giants, squadra di NFL) e soprattutto Cooper Flagg, stella dei Dallas Mavericks. Anche alcuni poliziotti di Dallas, Texas, si sono cimentati in una loro versione della Viking Row:

Come detto, ci sono stati tanti altri casi sparsi per tutto il Paese, e basta aprire un qualsiasi social network per rendersene conto. Ora, però, la vera domanda è: perché l’America è così ossessionata da questa coreografia? Risposta semplice: intanto perché è immediata, quasi basica e in fondo non si basa su nessuna lingua (l’urlo “RO!”, per quanto richiami il norvegese, è abbastanza universale); e poi perché l’impatto visivo e sonoro della Viking Row è davvero forte, a maggior ragione se viene eseguita in stadi enormi come quelli americani. In questo senso, il difensore Torbjørn Heggem ha detto una frase molto significativa: «L’acustica dello stadio di Dallas (dove la Norvegia ha battuto la Costa d’Avorio, ndr) ha reso quel momento davvero incredibile». E la prossima tappa sarà a New York, dove si giocherà la sfida degli ottavi di finale tra Norvegia e Brasile: cosa succederebbe nel caso in cui Haaland e compagni dovessero vincere ancora?

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