Per gli abitanti di Madeira, l’isola dov’è nato, Cristiano Ronaldo è un idolo da venerare, ma anche un’importante fonte di guadagno

I tour organizzati in alcuni punti di Funchal, gli introiti turistici legati, la semplice fama dell'isola: tutto è riconducibile a CR7.
di francesco giordano 02 Luglio 2026 alle 17:21

Se provate a pronunciare le parole “Funchal” o “Madrira” in qualsiasi parte del mondo, è praticamente certo che otterrete sempre la stessa risposta: Cristiano Ronaldo. È inevitabile, a pensarci bene: per quanto si tratti di un luogo incantevole, di un’isola al largo della costa marocchina dall’anima storicamente e profondamente portoghese, la fama contemporanea di Madeira è legata a quella del suo figlio più celebre. Di un calciatore che ha saputo diventare qualcosa di più che un fuoriclasse assoluto: un’industria che cammina, un brand capace di spostare milioni di euro con un singolo post sui social. Questo impatto gigantesco si percepisce in modo chiaro anche e soprattutto a Madeira. Dove CR7 è onnipresente in tutte le sue forme: come businessman, come idolo da venerare, come fonte di guadagni indiretti per i suoi conterranei.

Ne ha parlato L’Équipe in un lungo approfondimento caratterizzato da termini iperbolici e aneddoti che sembrano surreali solo a chi, suo malgrado, non si rende conto della portata del personaggio. Aneddoti tipo questo: «I turisti», dice un tassista di Funchal, «continuavano a chiederci da dove venisse Ronaldo, dove avesse giocato le sue prime partite. E così ci siamo inventati dei tour che fanno visitare i luoghi più importanti della sua formazione. In estate lo facciamo anche più volte al giorno. Non è la nostra principale fonte di reddito, ma non è insignificante. Il 60-70% dei nostri clienti in questo segmento sono, fondamentalmente, bambini».

Secondo gli abitanti di Madeira, Ronaldo ha messo la loro terra sulla mappa. Ha fatto tantissimo per loro e per il calcio portoghese in senso assoluto. È per questo che lo celebrano e lo venerano in tanti modi diversi: l’aeroporto locale, tanto per fare un esempio significativo, è intitolato a lui. Il discorso è anche legato all’economia, agli investimenti: Cristiano ha aperto un hotel e diverse attività sull’isola, poi c’è un museo che ha accolto poco meno di un milione di visitatori all’anno dal 2013 a oggi. Anche Nike, il brand che più di ogni altro ha creduto nel fenomeno CR7, ha omaggiato le sue radici facendo apporre il suo logo ai piedi della casa, ora demolita, dove Ronaldo ha vissuto la sua infanzia. A pochi metri c’era il campetto dove Cristiano ha dato i primi calci al pallone, e ora c’è un Nike Campus.

Paulo Lopes, giornalista del Diario de Noticias di Madeira, riconosce che «l’interesse globale per Ronaldo si è un po’ affievolito da quando è andato a giocare in Arabia Saudita. Ma l’amore e la venerazione di Madeira nei suoi confronti sono ancora enormi». Cristiano ricambia come e quando può. Durante il lockdown imposto causa pandemia da Coronavirus, per esempio, ha deciso di tornare a casa e di allenarsi in mezzo alla sua gente. Dopo l’allentamento delle restrizioni, i suoi passaggi per Funchal sono stati rari: il suo jet privato, infatti, atterra all’aeroporto Cristiano Ronaldo quando i suoi familiari devono lasciare l’isola e/o raggiungerlo in Arabia Saudita. Dietro questa reticenza, però, ci sono anche dei grossi problemi logistici: Pedro Talhinhas, che fin dai tempi di CR7 è responsabile del settore giovanile del Nacional de Madeira, ha detto che «le strade dell’isola sono troppo piccole per pensare a un suo ritorno in pianta stabile. Sia lui che noi potremmo avere delle difficoltà a livello di sicurezza, di libertà». Anche questo può suonare surreale, ma non a Funchal, non a Madeira, Non se si parla di Cristiano.

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