A Wimbledon Jannik Sinner ha dimostrato di non essere ancora al top della condizione, ma è arrivato in semifinale e il suo servizio è sempre più letale

Il successo contro Struff, così come quelli ottenuti nelle partite precedenti, forse non sarà stato scintillante. Ma il numero uno del mondo sta battendo con una forza, una precisione e una continuità davvero impressionanti.
di Redazione Undici 07 Luglio 2026 alle 18:39

Nove set vinti e zero persi nelle ultime tre partite, a cui va aggiunta la vittoria più risicata (tre set a due) all’esordio contro Kecmanovic. Grazie a questi risultati, Sinner ha raggiunto la sua terza semifinale consecutiva a Wimbledon, e questa è una grande notizia. Allo stesso tempo, però, il numero uno del mondo non sembra aver superato completamente i problemi fisici e tecnici che l’hanno colpito durante e dopo il Roland Garros. Soprattutto il suo gioco da fondo, una delle sue armi più affilate ed efficaci, risulta meno fluido rispetto a quello messo in mostra nella prima metà del 2026 – e per la maggior parte della sua carriera. È anche per questo che Sinner, e a dirlo sono i dati, sta facendo in modo di accorciare il più possibile la durata degli scambi, dei punti. E quindi ha trasformato il suo servizio in una vera e propria arma letale.

I dati, dicevamo: Secondo quelli raccolti da The Athletic, a Wimbledon – e in generale da quando è cominciato la stagione 2026 – Sinner ha migliorato notevolmente le percentuali legate più o meno direttamente al servizio: dall’inizio del 2026, i punti vinti con un massimo di quattro colpi sono aumentati dell’1%, una variazione che può sembrare minima ma che in realtà impatta molto, visto che si tratta dei punti più frequenti nel tennis ai massimi livelli. Inoltre, se mettiamo i suoi dati a confronto con quelli rilevati nel corso degli ultimi tornei degli Slam, emerge che Sinner è il secondo giocatore per potenza media del servizio (dopo Zverev) e quello che, in assoluto, batte più vicino alle righe (sotto i 50 centimetri). Per dirla in una sua frase: quando batte, Jannik è il tennista d’élite che rischia di più in assoluto.

Il bello – o il brutto, se siete un suo avversario – è che questo rischio paga, sta pagando. Ed era facile immaginare che succedesse a Wimbledon, sull’erba, dove la palla schizza via velocissima non appena tocca l’erba. E infatti, dopo averci perso nel match del terzo turno, il giapponese Mochizuki ha detto che «Sinner ha servito benissimo, e questa sua continuità in battuta mi è costata cara». Ecco qualche altro dato: dopo la vittoria contro Struff, siamo a quota 97 ace in cinque partite. La percentuale di prime palle si attesta tra il 65 e il 66%, e con queste prima Jannik vince l’85% dei punti. In pratica, si può dire, le vittorie ottenute da Sinner a Wimbledon 2026 sono arrivate soprattutto grazie a un servizio (sempre più) micidiale. Sarà interessante capire se funzionerà anche in semifinale e poi per l’eventuale finale, ma intanto Jannik è arrivato al penultimo atto del torneo. Poteva e può sembrare scontato, e invece non lo è.

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