L’ultimo/a tennista veramente d’élite espresso dalla Cina resta ancora Li Na, che tra il 2011 e il 2014 ha conquistato due prove dello Slam, Australian Open e Roland Garros, e ha disputato la finale delle WTA Finals. Eppure, eppure, parliamo di un Paese in cui ci sono circa 20 milioni di giocatori. E tantissimi, davvero tantissimi appassionati. In questo senso, i numeri registrati dall’edizione 2026 di Wimbledon sono davvero importanti: secondo quanto raccolto dalla testata Jing Daily, infatti, le visualizzazioni sui social media cinesi arriverebbero a toccare quota 304 milioni. Certo, su queste cifre pesa tantissimo la sfida al primo turno tra Wu Yibing e Djokovic, per altro giocata sul Centrale, ma anche il resto del torneo è stato molto seguito.
Non è solo una questione di gioco, di partite, di risultati: Wimbledon è molto apprezzato sui social cinesi anche come evento di cultura e di lifestyle, non a caso un hashtag più ampio – «xiaohongshu», che si potrebbe tradurre in “il fascino del tennis” – ha superato quota 375 milioni di visualizzazioni. Insomma, si può dire: la Cina si sta innamorando di Wimbledon, del suo fascino unico, di quella che è la sua aura irraggiungibile. E per il torneo londinese si tratta di una grande notizia, soprattutto dal punto di vista economico: i milioni di streaming su Tencent, il media che fino al 2027 deterrà i diritti di trasmissione nel Paese asiatico, avranno sicuramente un impatto nel momento in cui si andranno a discutere – o a ridiscutere – i contratti commerciali con l’ente che organizza gli Slam. E con l’All England Club, secondo cui la Cina è il secondo mercato al mondo per coinvolgimento e passione per il tennis.
Da questo punto di vista, l’assenza di aziende cinesi – i principali partner ufficiali del torneo sono Rolex, IBM, Ralph Lauren, Range Rover, Emirates, Evian, Barclays, American Express, Stella Artois e Lanson – fa abbastanza rumore. Ma i dati relativi allo streaming e ai social vanno in una direzione chiara: per quanto Wimbledon sia fortemente attaccato alle sue tradizioni e a un’idea di esclusività quasi sacra, è inevitabile pensare che, da parte della Cina, possano manifestarsi degli interessi concreti per stipulare delle partnership. Sarebbe un’operazione di sicuro successo, per tutti i soggetti coinvolti.