Robert Lewandowski è andato a giocare a Chicago, dove c’è una delle comunità polacche più numerose degli Stati Uniti

E anche per questo la firma del fuoriclasse sembra un'operazione decisamente azzeccata, anche fuori dal campo.
di Redazione Undici 15 Luglio 2026 alle 18:05

A quasi 38 anni e con oltre 700 gol sul groppone, per Robert Lewandowski è arrivato il momento di dire addio al calcio europeo. Farà come Messi e tanti altri, attratti da un finale di carriera nella serenità calcistica degli Stati Uniti: Lewa ha scelto il Chicago Fire e il Chicago Fire ha scelto Lewa, dopo averlo sognato e inseguito ormai per diverse stagioni. Forse più di qualunque altro fuoriclasse al mondo. Il motivo è presto detto: nell’Illinois, e in particolar modo nell’area metropolitana che si affaccia sul lago Michigan, si trova la più folta comunità di cittadini americane con discendenze polacche di tutto il Paese. Una popolazione di circa 720mila persone. Quasi quanto Cracovia, la seconda città della Polonia.

Si capisce allora il fascino commerciale, oltre che sportivo, di un’operazione di mercato molto mirata. Lo ha spiegato lo stesso Lewandowski: “Il mio successo in questa squadra non si misurerà soltanto con gol e trofei, ma soprattutto con l’abilità di aiutare il Fire a espandere la sua fetta di mercato”, ha spiegato l’attaccante a margine della presentazione con il nuovo club – parlando per lunghi tratti nella sua lingua natale. “Mi auguro di connettere al meglio anche con la comunità polacca: non soltanto per guardare me, ma l’intera squadra che cresce e si sviluppa strutturalmente. Quando decidi di firmare per un altro club, analizzi i giocatori, il campionato, le risorse circostanti. Ma soprattutto il Paese e la cultura che lo abbraccia: è fondamentale adattarsi all’ambiente locale. Era stato così quando arrivai a Barcellona, lo sarà di nuovo a Chicago. Mi auguro che le nostre aspettative siano realistiche, adattarsi alla realtà della situazione sarà il migliore viatico per perseguirle”.

A Chicago Lewandowski verrà allenato da Gregg Berhalter, già commissario tecnico di Team USA. E si ritroverà in un contesto calcisticamente nuovo, dove oltre i risultati conterà l’impatto extra campo. Marketing, audience, impatto mediatico e capacità di raggiungere nuovi potenziali appassionati: quelle 720mila persone con un cognome simile al suo sono degli ottimi candidati, fin qui a corto di rappresentanza sportiva. Anche per questo il calcio, e la MLS in particolare, viene visto negli Stati Uniti come un settore dagli enormi margini di sviluppo. Soprattutto in base alle caratteristiche della modernità: si pensi cos’hanno portato Beckham e Messi a Miami, laddove c’erano soltanto palme, spiagge e gli Heat di LeBron James. Per Chicago – che tra l’altro vive una fase di transizione per molte delle sue franchigie tradizionali – è la grande occasione di sposare un campione senza paragoni. E per Robert quella di continuare a divertirsi, in un contesto con minori pressioni e diversi stimoli. Al calcio ha già dato tutto. Questo sarà un piacevole di più.

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