Per i tifosi del Bordeaux, e per tutti gli appassionati di calcio francese in generale, sono giorni bruttissimi. O meglio: sono giorni bruttissimi al culmine di anni e stagioni a dir poco difficili, si può dire anche molto tristi. Perché parliamo di un club importante che è già stato retrocesso a causa dei suoi debiti, e che adesso sta vivendo un ulteriore incubo: da pochi giorni è stato ufficialmente privato del diritto di partecipazione al Championnat National 2, la quarta divisione della piramide locale, con la minaccia di essere completamente cancellato dalla mappa calcistica francese. Anzi: più che minaccia, il fallimento è semplicemente la prossima tappa dell’odissea dei girondini. A meno che, naturalmente, non cambi qualcosa nei prossimi giorni e il club riesca quantomeno a iscriversi alla prima divisione regionale, vale a dire la sesta della piramide francese. Ma questo è solo il miglior scenario possibile in questo momento.
Negli ultimi giorni, in estrema sintesi, le cose sono andate così: dopo la sentenza del 30 giugno, sentenza che ha sancito l’esclusione del Bordeaux dal Championnat National 2, poche ore fa è arrivato l’esito dell’appello alla DNCG (acronimo di Direction Nationale du Contrôle de Gestion), la commissione che verifica i conti delle società calcistiche francese. Come era scontato che fosse, dato il volume dei debiti contratti dal club durante la gestione di Gérard López, la sanzione è stata confermata. Durante l’udienza, per altro, lo stesso presidente e proprietario del Bordeaux ha ribadito la sua volontà di interrompere gli investimenti, dopo averne iniettati 71 milioni di euro dal luglio 2021. López ha inoltre dichiarato di essere disponibile a vendere il club per la cifra simbolica di un euro a un acquirente in grado di garantirne la stabilità finanziaria.
L’eventuale cessione della società potrebbe far guadagnare tempo in vista di un ulteriore e possibile ricorso al Comitato Olimpico e Sportivo Nazionale Francese (CNOSF), che di solito emette un parere consultivo spesso seguito dal Comitato Esecutivo della Federcalcio francese, ma il problema è che non potranno essere allegati nuovi fascicoli al dossier. Di conseguenza, i bilanci che verranno valutati dal CNOSF saranno identici a quelli presentati in questa fase del procedimento. Visto come stanno le cose, per dirla brutalmente, è davvero difficile pensare che venga presa una nuova decisione.
Insomma: è praticamente impossibile, anche nel caso in cui subentrasse una nuova proprietà, che il Bordeaux possa mantenere l’iscrizione alla quarta divisione. Il doppio salto all’indietro fino alla sesta, però, darebbe il colpo finale alle finanze del club, decretandone il fallimento e la cancellazione definitiva dal calcio francese. Un’eventualità che, per quanto nefasta, ormai è dentro la quotidianità della squadra e dei suoi tifosi: come spiega L’Équipe in questo articolo, gli allenamenti erano ripresi da poche ore per la pausa di fine stagione, ma sono stati già sospesi per via dell’incertezza sul futuro della società. C’era una trattativa in corso con Sparta, un fondo britannico, ma al momento non ci sono notizie promettenti. Nel frattempo, come detto, l’intera comunità girondina sta iniziando a metabolizzare il destino del club: il quotidiano francese riporta diverse testimonianze di gente comune che si è detta «arrabbiata, delusa e sconfitta» da quanto successo nelle ultime settimane. Inevitabile e anche giusto, visto che stiamo parlando di una vera e propria istituzione del calcio francese, con sei titoli nazionali in bacheca e una fanbase ampia, che anche in quarta divisione era arrivata a portare oltre 25mila persone sugli spalti. E che adesso è a un passo dalla scomparsa dopo anni di agonia.