Una finale mondiale come non si era mai vista. Sia per lo spettacolo in campo, perché il duello generazionale fra Lionel Messi e Lamine Yamal sarà destinato a restare nella storia del calcio. Sia per il contorno che accompagnerà il match tra Argentina e Spagna: qualcosa di imperdibile, anche per un Paese tradizionalmente poco “calciofilo” come gli Stati Uniti. E se certi emozioni non hanno prezzo, prepararsi a pagare. Tanto, tantissimo: almeno 6.943 dollari per un singolo biglietto al MetLife Stadium. Con i prezzi che lievitano fino a sfiorare i 30mila per i seggiolini più ambiti.
Si tratta di un record assoluto nella storia degli sport americani, sottolinea Forbes. Qualcosa che arriva a sbriciolare perfino qualunque edizione del Super Bowl: il prezzo medio dei biglietti per questa finale dei mondiali si aggira attorno agli 11.327 dollari. Più del Super Bowl 2024 – l’ultimo atto più seguito di sempre negli annali del football americano –, quando i tagliandi erano stati venduti poco oltre i 9.400 dollari. Più delle NBA Finals di quest’anno, le più attese di sempre: per il gran ritorno della serie decisiva al Madison Square Garden dopo un quarto di secolo, Gara 3 fra i New York Knicks e i San Antonio Spurs – alla quale prese parte anche Donald Trump in tribuna d’onore – ha richiesto una spesa media al botteghino da 6.308 dollari. Numeri che soltanto qualche settimana fa fecero un enorme scalpore, e che adesso invece vengono polverizzati da Spagna-Argentina.
La FIFA era stata al lungo al centro delle critiche per il modello di prezzi dinamici applicato ai biglietti per assistere alle partite della manifestazione, con cifre quasi sempre insostenibili per i tifosi tradizionali. Eppure anche questa finale in versione Super Bowl non fa che rimarcare la muscolare operazione commerciale voluta da Infantino e soci per gonfiare a dismisura gli introiti del Mondiale americano. A tal punto che perfino Trump, alla vigilia del torneo, aveva dimostrato le proprie perplessità: “Non sarei disposto a pagare cifre del genere, a essere onesto”. Argentini, spagnoli e altri 82mila appassionati invece sì. Al di là di ogni precedente: basterà il sorpasso sul football, per archiviare il soccer e restituirgli un nome all’altezza di questi numeri?