La FIFA ha creato la sua squadra di Legends, sono circa 7mila tra ex calciatori e allenatori e fanno davvero un bel lavoro

Sono stati ospitati negli USA per seguire le partite, e in cambio hanno partecipato ad alcune attività organizzate nell'ambito dei Mondiali.
di Redazione Undici 20 Luglio 2026 alle 15:59

In un’intervista rilasciata a Undici, Gianni Infantino ha detto che, prima del suo arrivo alla FIFA, «sembrava che chi aveva fatto la storia del calcio desse quasi fastidio. La FIFA pensava più ad altro, che al gioco stesso e ai suoi grandi protagonisti». Oggi, evidentemente, la situazione è cambiata. Ce ne siamo resi conto durante tutto il Mondiale: le inquadrature dedicate agli ex giocatori invitati a seguire le partite si susseguivano a ritmo vertiginoso, così come gli eventi organizzati in diverse città americane. Il progetto si chiama FIFA Legends, e secondo la pagina ufficiale sul sito FIFA «coinvolge oltre 7mila tra calciatori e allenatori che hanno fatto la storia del calcio».

Ma come si diventa una FIFA Legends? E cosa fa, fattivamente, una FIFA Legends? The Athletic ha scritto un lungo reportage in cui vengono spiegate le attività e le consuetudini degli ex campioni coinvolti nel progetto. Che, tanto per fare un esempio, ai Mondiali sono stati completamente spesati dalla FIFA, sia per quanto riguarda i biglietti dello stadio che l’hospitality (quindi viaggi, spostamenti e pernottamenti); inoltre, come se non bastasse, le Legends hanno potuto incassare altri soldi grazie ad altri accordi commerciali. Poco prima della finale di New York tra Argentina e Spagna è stata organizzata una FIFA Legends Cup, un torneo di calcio a 5 che si è svolto in una location prestigiosa: la zona adiacente al Rockefeller Center. Per la cronaca: Javier Zanetti ha alzato il trofeo, e insieme a lui c’erano John Terry, Marco Materazzi, Jorge Campos, Kaká, Hristo Stoichkov e tante altre stelle del passato.

Per entrare nelle FIFA Legends, bisogna aver vinto una Coppa del Mondo maschile o femminile. Oppure può “bastare” aver dato un grande contributo a un’edizione del torneo, magari vincendo un «premio individuale». In realtà, quindi, le maniche sono larghe: The Athletic, tanto per dire, scrive che «un’altra strada per entrare nel club è aver partecipato a più di due Coppe del Mondo o aver disputato più di dieci partite, segnato più di cinque gol o mantenuto la porta inviolata in cinque occasioni. Anche gli ex giocatori possono diventare Leggende FIFA, a patto che abbiano ricevuto premi a livello continentale e nazionale, hanno collezionato più di 100 presenze con la propria rappresentativa, hanno avuto una “carriera eccezionale a livello di club” o hanno vinto un premio ufficiale FIFA, come ad esempio l’inserimento nella squadra dell’anno dell’organizzazione». In pratica, quindi, le Legends hanno un accordo di “scambio commerciale” con la FIFA: ottengono viaggi e biglietti gratis per assistere alle partite, e nel frattempo partecipano a eventi e attività che aumentano la visibilità della Federazione Internazionale e dei suoi partner. Nulla di strano o di sbagliato, da nessun punto di vista: loro hanno un bel lavoro, la FIFA ci guadagna.

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