Può un club, perfino il Barcellona, permettersi di sborsare 8,5 milioni di euro per un ragazzino e girarlo subito alla sua seconda squadra senza colpo ferire? A quanto pare, è quel che sta per succedere con Jesse Bisiwu: promessa 18enne del Brugge, capace di grandi cose da esterno d’attacco a tal punto da stregare gli osservatori blaugrana. E d’accordo: per chi è abituato alla precocità di Yamal o al tempestivo acquisto del primo Neymar, dinamiche di questo genere non dovrebbero sorprendere. Il punto è che Bisiwu, rispetto agli altri, ha dimostrato sì un notevole potenziale. Ma non ha mai nemmeno debuttato in prima squadra. E questo è decisamente un rebus.
La politica del club catalano è chiara: valorizzare i propri giovani e scovarne altri in giro per il mondo da aggiungere a un gruppo già di altissima qualità. Il belga Bisiwu risponderebbe a questa filosofia di calcio. “Un diamante grezzo”, lo battezza El Mundo Deportivo, raccontando tutti i rischi di quest’operazione di mercato. Secondo gli osservatori, Bisiwu ha tutte le carte in regola per ritagliarsi in futuro uno spazio importante sull’out di destra, nello scacchiere tattico del Barça di Hansi Flick. La trattativa è alle battute finali, e il fatto che ormai il valore del cartellino di un giocatore finisca per apprezzarsi semplicemente per il fatto di vestire la maglia blaugrana è qualcosa che ha ulteriormente spinto la dirigenza verso la fumata bianca.
Bisiwu però resta una scommessa in tutto e per tutto. Dato il suo potenziale, negli ultimi tempi aveva già fatto sapere al Brugge di non voler rinnovare il proprio contratto. E questa decisione l’ha penalizzato anche in termini di opportunità sul campo: non solo senza mai debuttare fra i professionisti, ma vedendo il suo impiego ridotto ai minimi termini anche in Youth League. Questo significa che i talent scout possono basarsi soltanto su prestazioni in contesti amichevoli, di allenamento o di secondo livello come il campionato giovanile belga. Dunque ci sarà da lavorare parecchio.
Secondo gli addetti ai lavori Bisiwu potrebbe ricordare un dribblatore come Ousmane Dembélé, ma è ancora presto per addentrarsi in paragoni tecnici. Ci vorrà tutta la perizia della Masia, per conformare il ragazzo al sistema Barça e a ritagliargli un ruolo da protagonista intanto tra le file della formazione Atlètic – militante però in quarta divisione spagnola. Un periodo di ambientamento necessario per prepararlo a un salto altrimenti decisamente troppo grande. Si dice che il suo punto debole al momento sia la capacità realizzativa: prima di arrivare alla corte di Flick bisognerà aggiustare la mira. Ma se il Barcellona ritiene che vale la pena spendere, di solito c’azzecca. Soprattutto quando l’età è questa.