La Premier League coinvolgerà tutti i suoi club e diverse Legends in un enorme progetto che proverà a fidelizzare i tifosi statunitensi

Il modello sarà quello dei watch party che tanto successo hanno avuto ai Mondiali americani.
di Redazione Undici 23 Luglio 2026 alle 20:41

C’è un’onda mondiale da cavalcare. E se sul campo l’Inghilterra si è fermata al terzo gradino del podio, in termini di club non ha alcun rivale sul pianeta. Così la Premier League ha deciso di fare una vera e propria tournée collettiva negli Stati Uniti, lanciando un weekend di festa fissato per la prima giornata del campionato 2026/27 – a partire da venerdì 21 agosto. In che cosa consiste? 15 città coinvolte dalla West alla East Coast, iniziative per i fan, presenze di spicco a rappresentare l’identità inglese nel calcio e fuori – dalle vecchie glorie del pallone a popstar come Ed Sheeran – che detiene una quota societaria del neopromosso Ipswich Town. L’idea di fondo è dunque replicare il contesto dei watch party che hanno condraddistinto le gare dei Mondiali, tra megaschermi in piazza, nelle fiere e nei grandi padiglioni in grado di riunire appassionati da tutti i continenti.

Non era mai successo che la Premier League organizzasse un’operazione fedeltà così in grande stile sull’altra sponda dell’Atlantico. L’ultimo mese però ha dimostrato che il terreno è fertile, che i tempi sono maturi e che la sola MLS non può bastare a placare la fame di calcio che comincia a farsi largo in Nord America. “Per noi è motivo di grande entusiasmo esibire il meglio dei nostri club, del nostro campionato e dei nostri giocatori ai fan di tutto il Paese”, hanno detto i dirigenti della EPL. “C’è così tanto entusiasmo attorno a questo sport: noi offriremo semplicemente l’opportunità di dare il benvenuto a nuovi appassionati e coinvolgere quelli che già abbiamo nel segno di una modalità inedita verso il calcio d’inizio della nuova stagione”.

A favorire iniziative di questo genere sono i numeri in continua ascesa attorno al calcio inglese anche in termini di audience globale: l’anno scorso NBC, l’emittente americana che detiene i diritti di trasmissione delle partite di Premier, ha raggiunto numeri da record, con 1,2 milioni di telespettatori in media a giornata – a fronte di un investimento da 450 milioni di dollari all’anno. Sarebbero stati proprio i partner commerciali del campionato inglese – tra i quali anche Microsoft, Coca Cola e Adobe – a spingere per capitalizzare ulteriormente il potenziale inesplorato in quest’area di mercato. E le multiproprietà dei club inglese, a trazione sempre più statunitense, dal Liverpool al Manchester United, vanno convinte nella stessa direzione.

Si preannuncia insomma un win-win da monetizzare per tutte le parti in causa. E ciascuna squadra avrà il proprio watch party dedicato: l’Arsenal a Denver, il Chelsea a Dallas, il Liverpool a Boston e lo United a New York con vista sul Ponte di Brooklyn. L’hype deriva anche la conoscibilità di tantissimi giocatori a cui i tifosi statunitensi si sono affezionati durante la Coppa del Mondo e che ora ritroveranno con le maglie dei club: 182 in tutto, da Haaland a Rodri passando per Enzo Fernandez. Come dicono i vertici della Premier, “Questo torneo ha rafforzato come non mai la passione per il calcio in questo Paese. Il pubblico è stato coinvolto nella miglior competizione d’elite che il calcio possa offrire”. E ora il campionato inglese si sente chiamato a reggere il paragone nel lungo termine. Difficile, ma un tentativo va fatto.

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