LeBron James ha scelto Philadelphia per poter vincere un altro titolo NBA, o quantomeno per provarci sul serio

E a giudicare dalla squadra che stanno allestendo i 76ers, potrebbe davvero succedere così.
di Redazione Undici 24 Luglio 2026 alle 20:14

È da tutta l’estate che si cercava di capire quale sarà il futuro cestistico di LeBron James. Lontano dai Lakers, non dall’NBA e dalla suggestione di vincere un altro titolo prima del ritiro: gli anni sono 42 a dicembre, the King sostiene di poter continuare a segnare 10-12 punti a partita per almeno un altro decennio – no, non la farà, ma è una stima che la dice lunga sull’ambizione, il talento e l’eccezionale durata dell’individuo, alla 24esima stagione da professionista. Il Re dunque ha scelto. Magari spiazzando i più, ma seguendo un filo logico e strategico che ha iniziato a prendere forma nelle ultime settimane: quello dei Philadelphia 76ers.

Per intenderci, qualche giorno fa Tyrese Haliburton, stella degli Indiana Pacers, aveva chiesto a LeBron se avesse voglia di andare a giocare da loro. Risposta: sei emoticon di una risata a crepapelle. Va ricordato allora che i Pacers sono stati finalisti NBA soltanto l’anno scorso, forzando una corazzata come Oklahoma a gara-7. Philadelphia invece non raggiunge le Finals dal 2001. E non vince l’anello sin dal preistorico 1967.

Perché allora LeBron ha scelto una sfida del genere? “Amo ancora questo sport, ho ancora (tanto) da dare. Non ho scelto per soldi”, comunque 8 milioni di dollari a stagione, ha scritto James su X. “Non ho scelto per esigenze familiari. Ho ancora voglia di sacrificarmi, di lavorare. Voglio competere, provare a vincere, puntare a un altro titolo”. Sarebbe il quinto di una carriera stellare. E i 76ers finora avevano due tra i migliori pezzi di quintetto di tutta l’NBA: Tyrese Maxey playmaker e Joel Embiid centro. Il problema è sempre stato il supporting cast, che non ha mai permesso alla squadra di fare il salto di qualità definitivo.

Quest’estate però le cose sono cambiate. È arrivata un’ala piccola come Jaylen Brown, praticamente scaricato a Philadelphia con gran disappunto del giocatore stesso. Che resta fortissimo, tra i pilastri del ciclo vincente di Boston. C’è poi la crescita esponenziale di V. J. Edgecombe: guardia sopraffina di 20 anni appena. Nell’ultima stagione a Philly è stato un rookie, ora si aspetta la sua definitiva consacrazione: praticamente un grande acquisto effettuato in casa. Insomma, mancava soltanto l’ultimo tassello. E proprio nel ruolo di LeBron. Che conosce benissimo un leader come Embiid sin dai tempi della Nazionale – con Team USA hanno vinto l’oro olimpico a Parigi 2024 – e confida di trovare in Maxey un creatore di gioco più funzionale alle sue caratteristiche rispetto a Doncic a Los Angeles.

Di colpo allora ecco che i 76ers diventano una vera e propria contender, cioè una squadra effettivamente da titolo, soltanto per la presenza di James. Che ancora sposta gli equilibri tecnici e fornisce irresistibili richiami d’immagine: ora di ottobre il mercato è ancora lungo e Philadelphia potrà rinforzarsi ancora. O almeno, così vuole Sua Maestà.

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