Uno degli uomini mercato più chiacchierati in Premier League non fa il calciatore. Incredibile ma vero, si tratta di Austin MacPhee, l’allenatore dei calci piazzati dell’Aston Villa che il Chelsea sta cercando disperatamente di ingaggiare. Ormai la tendenza del campionato inglese è quella, inutile girarci intorno: tutti i club sono letteralmente ossessionati dalle situazioni di palla inattiva. Da quando l’Arsenal ha dimostrato di poter segnare praticamente un terzo dei suoi gol su calcio da fermo, questa parte del gioco è diventata la più studiata e analizzata nel calcio britannico d’élite, tanto che gli specialisti, come appunto MacPhee, vanno a ruba.
Secondo la stampa britannica, i Blues e Xabi Alonso sarebbero pronti ad affidarsi al 46enne scozzese dopo aver pagato la clausola rescissoria presente nel suo contratto con l’Aston Villa. Il Chelsea andrebbe così a rinforzare uno staff tecnico rimasto “orfano” di Bernardo Cueva, destinato a un ruolo più strategico e meno operativo. Non si tratta soltanto di un avvicendamento interno: è la dimostrazione di quanto il valore attribuito agli specialisti della “lavagna” sia cresciuto negli ultimi anni. Un tempo bastava conoscere il nome dell’allenatore e del suo vice, oggi anche i preparatori dei calci piazzati sono diventati protagonisti del dibattito tattico. E di mercato. Al punto che ne hanno scritto The Athletic, la BBC, Sports Illustrated e Marca.
MacPhee arriva da cinque stagioni in cui ha contribuito in maniera decisiva alla crescita dell’Aston Villa di Unai Emery. Il club di Birmingham si è trasformato in una delle squadre più efficaci d’Europa nelle situazioni da fermo: nella stagione 2023/24 ha segnato più reti da calcio piazzato di qualsiasi altra formazione dei cinque principali campionati europei, mentre nell’ultima Premier League ha chiuso in vetta a questa speciale classifica insieme all’Arsenal. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi definizione perché tanti club abbiano provato a strapparlo a Emery.
Il suo addio rappresenterà una perdita importante per l’allenatore basco, che negli ultimi anni ha costruito uno degli staff tecnici più apprezzati del continente. MacPhee era diventato una figura di fiducia, fondamentale per trasformare ogni palla inattiva in un’occasione da gol attraverso schemi studiati nei minimi dettagli, movimenti sincronizzati e un’attenzione quasi maniacale ai particolari. Il lavoro quotidiano dello scozzese ha contribuito alla crescita dei claret and blue fino alla conquista dell’Europa League e a due qualificazioni in Champions League, risultati che hanno consolidato il prestigio internazionale del club.
La reputazione di MacPhee ha ormai superato i confini del calcio inglese. Nel 2024 è entrato anche nello staff della Nazionale portoghese guidata da Roberto Martínez, che ne aveva elogiato pubblicamente il metodo di lavoro: «Utilizza la tecnologia in modo straordinario e ci aiuta enormemente nella preparazione. È un cambiamento rivoluzionario», aveva spiegato il commissario tecnico spagnolo. Anche se il Portogallo non è riuscito a sfruttare pienamente questo vantaggio durante l’ultimo Mondiale, concluso con l’eliminazione agli ottavi di finale, la presenza di MacPhee conferma quanto il suo profilo sia considerato tra i più autorevoli del settore.
Il suo possibile approdo a Stamford Bridge racconta però soprattutto l’evoluzione del calcio moderno. Per molto tempo i calci piazzati sono stati considerati una componente secondaria del gioco, un’arma da utilizzare quando la manovra offensiva non riusciva a produrre occasioni. Oggi la prospettiva si è ribaltata. L’enorme successo ottenuto da specialisti come Nicolas Jover all’Arsenal ha convinto molte società a investire risorse sempre maggiori per costruire reparti dedicati esclusivamente alle situazioni da palla inattiva. Corner, punizioni e rimesse laterali vengono preparati con la stessa cura riservata ai principi di gioco in possesso e in fase difensiva, grazie all’analisi video, ai dati e a software sempre più sofisticati. In Premier League questa trasformazione è ancora più evidente. In un campionato caratterizzato da ritmi elevatissimi e da un equilibrio crescente tra le squadre, riuscire a trovare scorciatoie verso il gol è diventato un vantaggio competitivo enorme. Una rete segnata su calcio d’angolo può sbloccare partite bloccate, compensare la superiorità tecnica degli avversari o indirizzare una stagione intera. Per questo motivo i club sono ormai disposti a contendersi anche gli specialisti degli staff tecnici, pagando clausole rescissorie e offrendo progetti sempre più ambiziosi.
L’interesse del Chelsea per MacPhee va letto proprio in questa prospettiva. Xabi Alonso sta costruendo una squadra capace di competere ai massimi livelli e considera ogni dettaglio un possibile fattore di vantaggio. L’arrivo dello scozzese rappresenterebbe un tassello in più nella ricerca di quell’eccellenza organizzativa che caratterizza ormai le grandi società europee. Non è un caso che, nella stessa estate in cui il mercato si concentra su trasferimenti milionari come quello di Morgan Rogers, anche il nome di un tecnico dei calci piazzati finisca sulle prime pagine. È una piccola rivoluzione silenziosa, ma destinata a cambiare il modo in cui osserviamo il calcio. Se fino a pochi anni fa conoscere il nome del preparatore dei calci piazzati sembrava una curiosità per addetti ai lavori, oggi può essere importante quanto conoscere quello del centravanti. Perché nel calcio del presente il vantaggio competitivo non nasce soltanto dal talento dei giocatori, ma anche dalla capacità di sfruttare ogni singolo dettaglio. E Austin MacPhee è diventato uno dei simboli più riconoscibili di questa nuova frontiera tattica.