Quando si conquista una medaglia olimpica, l’emozione dura per tutta una vita. Quindi dieci anni sono pochi, pochissimi, ma in ogni caso la ricorrenza va celebrata. È per questo che DAO Sport ha deciso di realizzare una campagna con tre atleti della sua scuderia, Elia Viviani, Matteo Piano e Tania Cagnotto, vincitori – rispettivamente – di un oro, un argento e un bronzo a Rio de Janeiro 2016. Viviani è salito sul gradino più alto del podio nell’omnium, Piano è arrivato secondo con la Nazionale di volley mentre Cagnotto ha conquistato il bronzo nel trampolino da tre metri (e ci ha messo vicino anche un argento nel sincro insieme a Francesca Dallapè).
Tutti e tre i medagliati azzurri hanno ricordato quei giorni con parole pregne di nostalgia e dolcezza. E anche di paura: «Mi ricordo», racconta Viviani, «l’impatto con il villaggio: dovevano ancora terminarlo ma non sapevamo se sarebbe finito in tempo. Allo stesso tempo, mi torna in mente una certa sensazione, un mix di tranquillità e preoccupazione a causa dell’attesa prima della gara, poi non posso non pensare all’ultimo giro di pista». Per Piano, «mettere piede nel villaggio olimpico, nonostante il jet lag e la stanchezza, fu una bella emozione. Essere arrivato lì era come aver terminato una scalata: mi ero operato da pochi mesi e non era scontato esserci».
Per Cagnotto, Rio 2016 fu l’Olimpiade che mise «la ciliegina sulla torta della mia carriera: ho partecipato alla quinta edizione dei Giochi e non sono mai riuscita ad andare a medaglia. Sul podio mi sono emozionata, vedevo i miei amici, il mio futuro marito: fu un’edizione dei Giochi veramente bella. Mio papà mi abbracciò, eravamo increduli, era la seconda medaglia conquistata nel giro di una settimana». Per Viviani, invece, il ricordo è un po’ sfocato: «Ho dovuto rivedere i filmati per rendermi conto di cosa fosse successo. Ero quasi annebbiato: ho impresso nelle mente le immagini della gara, della caduta, di come ho reagito e degli ultimi giri, quando ho capito che era cosa fatta». Le parole rilasciate dagli atleti, così come gli scatti realizzati nell’ambito della campagna, dimostrano come quei momenti e quelle imprese hanno lasciato un’impronta fortissima nella memoria e nella vita di Cagnotto, Piano e Viviani, quindi in fondo di tutti noi. Questo è il bello delle Olimpiadi, anche a dieci anni di distanza.