Per il suo ritorno in Premier League, il Coventry City ha deciso di fare un mercato in stile Moneyball (e di acquistare un simulatore di Formula Uno)

Una strategia decisamente controcorrente rispetto alle spese pazze della Premier League.
di Redazione Undici 28 Luglio 2026 alle 01:19

Tutto il calcio inglese è alle prese con una frenetica smania di acquisti da record. Pompando i prezzi, il giro d’affari, la liquidità necessaria a far parte del gioco. E poi c’è il Coventry City: di ritorno in Premier League 25 anni dopo l’ultima volta, al termine di un gran campionato che l’ha visto in cima alla Championship. Ebbene. Finora l’intera Premier, nell’attuale sessione di mercato, ha speso la bellezza di 1,6 miliardi di sterline: di questi, soltanto 24 milioni provengono dalle casse degli Sky Blues. Una cifra perfino irrisoria, rispetto ai canoni del torneo più ambito del mondo. Soprattutto per una squadra che si deve salvare da zero.

Per rendere l’idea, la scorsa stagione un’altra attesissima neopromossa non aveva badato a spese: il Sunderland sborsò ben 155 milioni di euro per costruire il proprio organico – che poi effettivamente è risultato solido, visto che i Black Cats hanno chiuso il campionato al settimo posto con tanto di qualificazione all’Europa League. Certo, oggi siamo soltanto a fine luglio, da qui alla fine della finestra di calciomercato c’è ancora parecchio tempo per rinforzare ogni rosa. Eppure il Coventry finora si è limitato ad acquistare il difensore svizzero Aurele Amenda – per 17 milioni dall’Eintracht –, il centrocampista Fran Onyeka e un’ala come Loum Tchaouna – meteora alla Lazio, vecchia conoscenza del calcio italiano.

I dirigenti del club hanno ammesso che le operazioni in entrata hanno subito dei rallentamenti dovuti anche al Mondiale negli Stati Uniti, che ha tenuto diverse trattative in standby. Al contempo però hanno ribadito che non verrà acquistato alcun pezzo da novanta. O meglio: si cercherà di scovare con poco, ottimizzando al massimo le proprie risorse e assicurando a Frank Lampard una rosa comunque competitiva. Un approccio alla maniera del Coventry, dicono dal club, confidando nelle proprie capacità di scouting e valorizzazione dei giocatori al di sotto del loro potenziale.

Dall’Inghilterra rimbalza addirittura il paragone con Moneyball – L’arte di vincere, celebre film con Brad Pitt nei panni di un general manager di baseball chiamato ad allestire una signora squadra nonostante un budget ridottissimo. Ecco allora il valore dell’analytics, dell’incrocio di dati e osservazioni dirette laddove le concorrenti puntano sul cavallo più rampante del momento – spoiler: nel film funziona, ma soltanto fino a un certo punto. Il Coventry, seguendo la propria filosofia, cercherà di fare altrettanto. Senza per questo dover rinunciare a qualche extra decisamente creativo: nel nuovo e avveniristico store inaugurato dal club per il gran ritorno in Premier League, è stato installato addirittura un simulatore di Formula Uno. Cosa c’entri col calcio non si sa. Pare però che faccia un gran bene alle vendite, rimpolpando la fetta di denaro destinata al mercato. Se sarà davvero salvezza, alziamo le mani.

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