Un’altra grande medaglia per l’Italia ai Mondiali di scherma di Hong Kong

Il trionfo del fioretto femminile contro gli Stati Uniti nell'ultima giornata di gare suggella il primo posto azzurro nel medagliere assoluto al Mondiale di Hong Kong. Un successo netto che certifica la rinascita della scuola italiana dopo le ombre di Parigi e lancia la nazionale verso Los Angeles 2028.
di Redazione Undici 30 Luglio 2026 alle 17:24

Chiudere un Campionato Mondiale da protagonisti assoluti, e farlo proprio con l’ultima gara in programma: è il colpo di teatro riuscito al fioretto femminile azzurro, che a Hong Kong ha battuto in finale gli Stati Uniti 45-29 conquistando l’oro a squadre. Martina Favaretto, Arianna Errigo, Martina Batini e Anna Cristino completano così un mondiale che l’Italia della scherma può considerare tra i migliori di sempre: quattro ori, quattro argenti, primo posto nel medagliere.

Il percorso verso la finale racconta bene la superiorità mostrata dalle azzurre in tutta la manifestazione: in semifinale il Giappone, avversario ormai temibile in ogni categoria, è stato spazzato via 45-19, senza lasciare spazio a dubbi sull’esito. Contro gli Stati Uniti, poi, la storia si è ripetuta: sfida mai davvero in discussione, gestita con la solidità di un gruppo che nel frattempo ha già scritto pagine importanti in questo mondiale, con Favaretto capace di vincere sia l’oro individuale che quello a squadre, ed Errigo che aggiunge un altro argento a una bacheca personale che sembra non avere fine.

Il quadro complessivo, del resto, va oltre la singola medaglia: negli stessi giorni erano arrivati gli ori del fioretto maschile e della spada femminile, a certificare che la scuola italiana, dopo le difficoltà di Parigi 2024 e dei mondiali di Tbilisi, è tornata prepotentemente ai vertici. Diciannove titoli mondiali nella storia per il fioretto femminile a squadre, un numero che dice quanto la vittoria di Hong Kong non sia un episodio isolato ma la conferma di una legacy che le atlete Azzurre, ormai, portano avanti senza fermarsi.

A raffreddare leggermente l’euforia ci ha pensato la sciabola maschile, eliminata ai quarti dalla Romania. Un dettaglio che nel bilancio finale pesa poco: con il commissario tecnico Simone Vanni capace di guidare all’oro sia il fioretto maschile che quello femminile, l’Italia lascia Hong Kong con la sensazione di aver ritrovato, tutto insieme, la quadra vincente. Con lo sguardo, ovviamente, puntato verso Los Angeles 2028.

>

Leggi anche