Matthias Jaissle sta per diventare manager del Newcastle anche perché ha sfruttato alla perfezione, non solo dal punto di vista economico, l’occasione di allenare in Arabia Saudita

A volte finire ad allenare in Saudi Pro League non è una mossa di fine carriera, ma una vera e propria rampa di lancio.
di Redazione Undici 02 Agosto 2026 alle 02:14

Di solito si dice andare a svernare nel deserto. Non ditelo però a Matthias Jaissle, allenatore di 38 anni: fino a qualche stagione fa, la sua era un’ordinaria carriera in Austria, con due campionati vinti alla guida del Salisburgo – come d’altronde è successo a chiunque abbia allenato il club targato Red Bull negli ultimi tempi. Poi ecco la svolta inattesa: un triennio all’Al-Ahli. E così, oggi, ecco che gli arriva l’occasione della vita: ereditare la panchina del Newcastle, in Premier League, dopo il burrascoso addio di Eddie Howe.

A prima vista sembra un percorso del tutto non convenzionale, e in buona parte lo è, anche se potrebbe seguire un filo logico sempre più percorribile negli anni a venire. Jaissle, infatti, nel 2023 scelse la Saudi Pro League innanzitutto per ovvie ragioni economiche, senza però perdere di vista l’ambizione di diventare un top manager europeo. Succede allora che, sfruttando il talento di giocatori come Ivan Toney e Riyad Mahrez, Jaissle sia riuscito nell’impresa di far vincere all’Al-Ahli la prima storia Champions League asiatica negli annali del club. Per poi bissare il trionfo nella stagione appena conclusa.

Non è stato un percorso sempre facile, soprattutto considerando un rendimento in campionato spesso altalenante: a un certo punto, come racconta il Guardian, perfino Max Allegri sembrava sul punto di rilevare l’incarico del manager tedesco. Che tuttavia è rimasto al timone a furor di popolo – e a ragione, col senno di poi. Nel 2025, prima di battere in finale il Kawasaki Frontale nel massimo torneo continentale, l’Al-Ahli aveva eliminato il più quotato Al-Hilal di Milinkovic-Savic, Koulibaly e tanti altri nomi di spicco “scippati” al calcio europeo. Lo scorso aprile si è ripetuto vincendo contro il Machida Zelvia, altra formazione giapponese. E così, per Jaissle è arrivata la definitiva consacrazione.

Naturalmente, oltre alle indubbie capacità gestionali dell’allenatore, non c’è nessun miracolo dietro il salto dimensionale che porta dal club di Gedda al Newcastle. Entrambi infatti sono di proprietà del Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita che negli ultimi anni ha decuplicato le proprie attività nel mondo del calcio. I Magpies erano reduci da un deludente 12esimo posto in Premier League e sono nel pieno di un rinnovamento tecnico e di organico: aver scelto Jaissle per guidare la ripartenza è, al contempo, un azzardo e un usato sicuro, visto che i dirigenti fra i due club hanno imparato a conoscerlo bene. Mentre lui è stato impeccabile a sfruttare la grande occasione che gli ha permesso di pescare il biglietto vincente per il campionato più bello del mondo. Vincere in Inghilterra sarà durissima. Ma in proporzione, ai nastri di partenza, lo era anche in Asia. E Jaissle ha già dimostrato di non temere i pronostici.

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