C’è un’idea, prima ancora che un disegno, dietro le nuove maglie dell’Athens Kallithea FC, club ateniese che gioca nel campionato ellenico. Non è un caso: negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di tutti proprio per l’estrema cura del design delle maglie. E dietro questa puntigliosità c’è un nome preciso: Ted Philipakos, presidente e direttore creativo del club, ex brand director del Venezia FC. La scorsa stagione, in controtendenza rispetto a un calcio che rinnova le maglie come se fossero stagioni di moda usa e getta, il club – insieme a Kappa, sponsor tecnico della squadra – ha scelto di non presentare nuovi kit di gioco, per denunciare la grande sovrapproduzione che c’è nel settore e la volontà di realizzare pezzi più duraturi nel tempo. Tra l’altro, una pausa premiata dai numeri: la collezione precedente, rimasta sugli scaffali per due stagioni, è stata venduta in 62 paesi su sei continenti. Ma adesso sono tornati in grande stile.

Da quella pausa nasce la collezione 26/27, pensata per celebrare i sessant’anni di storia del club: un’eredità che affonda le radici nella fusione di cinque realtà calcistiche di quartiere nel 1966, oggi ricordata da cinque stelle disposte sopra il monogramma “AK”. Il linguaggio estetico resta quello riconoscibile dell’AKFC, fedele a una scuola di eleganza sobria. La maglia home, blu profondo, gioca su set di linee verticali debossate – cinque per gruppo, a richiamare ancora il numero simbolico della fondazione – mentre la away, bianca e ariosa, ribalta lo schema in righe orizzontali blu. Entrambe portano il logo dell’EMST, il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Atene, giunto al quarto anno di una collaborazione che lega stabilmente il club a un’istituzione culturale, mentre la produzione tecnica resta affidata a Kappa, in un progetto curato dallo studio di design monacense Bureau Borsche.
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A dare corpo alla collezione è il cortometraggio “Apopse” – “stasera”, in greco – girato in pellicola 16mm sul campo del piccolo stadio “El Paso”, di notte. Non ci sono giocatori: un duetto di danza tra Katerina Mageraki, formatasi all’Opera Nazionale Greca, e l’attore Konstantinos Georgalis, coreografato da Nikos Kalivas, si muove sulle note di “Apopse”, brano del 1963 scritto da Mimis Plessas e interpretato da Tzeni Vanou.