Un’impresa mai riuscita a nessuna italiana. Nemmeno a “sua maestà” Tania Cagnotto: basterebbe questo per definire la grandezza dell’exploit di Chiara Pellacani, assoluta dominatrice degli Europei di categoria. Due anni fa, sempre a Parigi ma in versione olimpica, erano arrivate due amare medaglie di legno. Oggi la 23enne romana festeggia un poker da leggenda: oro nel trampolino 1 metro, oro nel trampolino 3 metri, oro nel sincro 3 metri misto e oro nella squadra mista – con due di questi podi arrivati nel giro di poche ore. Più un quinto traguardo che forse vale quanto il metallo sul podio: “Chiara sta dimostrando di essere tra le migliori al mondo”, l’ha incoronata Cagnotto, in un ideale passaggio di testimone. “Ha un bellissimo modo di gareggiare che trasmette leggerezza e serenità: su alcuni tuffi che per me erano molto fisici l’avrei invidiata”.
D’altronde parlano i fatti. Un oro mondiale (Singapore 2025), dieci europei complessivi (di cui la metà negli ultimi due anni). Pellacani è in piena rampa di lancio all’interno di una disciplina estremamente competitiva, contraddistinta da medaglie vinte o perse per questioni di centimetri, frazioni di secondi, attriti più o meno perfetti – e da carriere non così lunghe: la longevità di Cagnotto, ritiratasi a 35 anni, è stata pure straordinaria. Ma come ha detto Tania, la nuova stella azzurra dimostra di saper gestire la pressione con estrema naturalezza. E a questo ci aggiunge grazia e talento da poche predestinate. Quello che serve per ergersi a leader di un movimento in cerca di nuovi protagonisti.
“Sto provando a scrivere la mia storia”, ha detto Pellacani in queste ore. “Sono onorata di essere paragonata a una campionessa come Tania. Sto dando qualsiasi cosa per questo sport, mettendoci il cuore e godendomi il momento. Io cerco di vivermela tranquillamente ogni giorno, ma al contempo continuo a dare tutto: l’obiettivo è un’altra medaglia d’oro”, in palio domani, quando Chiara si giocherà il podio insieme a Elisa Pizzini nel sincronizzato femminile da 3 metri. Già così è un capolavoro.
Le radici del successo di Pellacani si estendono da Roma a Miami, dove la tuffatrice si allena e prosegue il suo percorso da studente-atleta, neolaureata in psicologia. “Qualcosa che mi ha aiutato a maturare anche come persona”, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport. “Mi sono appassionata alle competizioni universitarie e sento attorno a me un sostegno accademico che in Italia deve ancora crescere”. La vita in Florida l’ha portata a tifare i Dolphins in NFL, mentre il fratello Lorenzo è calciatore della Gelbison in Serie D: c’è tanto sport anche oltre i tuffi, nella vita di Chiara. “Ora cerco di aiutare anche i giovani azzurri. E i due quarti posti a Parigi 2024 mi hanno fatto capire il mio valore, dandomi la conferma che i miei obiettivi sono davvero alla mia portata”. Gli Europei di oggi sono soltanto una tappa del percorso. Nel mirino c’è Los Angeles 2028, quasi un’Olimpiade in casa. E non potrebbe essere altrimenti.