Salah è andato al Trabzonspor ed è stato accolto con un entusiasmo incredibile, ma ci sono un po’ di dubbi sulle basi finanziarie di questa operazione

La stampa turca, in particolare, ipotizza un sostegno politico all'affare, data la vicinanza del club al presidente Erdogan.
di Redazione Undici 06 Agosto 2026 alle 11:21

È stato uno dei trasferimenti di mercato più curiosi dell’estate. Dopo aver dato l’addio al Liverpool da capocannoniere straniero della Premier League, Momo Salah non ha deciso di “svernare” negli Stati Uniti. Non ha né accettato qualche ricca proposta araba che ne avrebbe fatto ancor di più il simbolo degli atleti musulmani, né provato un’altra esperienza nei top cinque campionati europei, abbassando un po’ le pretese di ingaggio. Ha semplicmeente deciso di ripartire dalla Turchia e dal Trazbonsor. Un po’ inaspettatamente.

Di certo, il contratto è ricco: quello turco si sta dimostrando uno dei mercati finanziariamente più redditizi, eppure qualche scricchiolio in questo nuovo matrimonio c’è. Come analizzato da L’Équipe, Salah avrebbe accettato un contratto biennale da 17 milioni di euro a stagione, con un bonus da 5 milioni, il 20% dei ricavi derivanti dalla vendita delle maglie e oltre 100.000 divise già personalizzate con il suo nome prima ancora dell’ufficialità.

Quello di Salah rappresenta uno dei colpi più prestigiosi mai messi a segno dal calcio turco, e assume un valore ancora maggiore per Trabzon, città portuale affacciata sul Mar Nero. Da diversi giorni un camion percorre le ripide strade di Trebisonda trasportando un’enorme immagine di Salah con la maglia granata e azzurra. Il Trabzonspor, quarto club del calcio turco alle spalle delle tre grandi di Istanbul, Galatasaray, Fenerbahçe e Beşiktaş, rappresenta da sempre il principale cuore sportivo della città.

L’entusiasmo per l’arrivo dell’ex Liverpool è accompagnato però anche da molti interrogativi, soprattutto sul piano economico. Il suo stipendio sarebbe infatti di gran lunga il più alto della Süper Lig: il secondo giocatore più pagato della rosa, André Onana, percepisce circa 3,5 milioni di euro all’anno, una cifra lontanissima dai 17 milioni garantiti alla stella egiziana. Il tutto in un momento in cui il club, fino a poche settimane fa, era al centro di notizie riguardanti ritardi nei pagamenti ai dipendenti e un indebitamento che lo scorso febbraio ammontava a circa 91 milioni di euro.

Vero, la società ha incassato cifre importanti dal mercato estivo grazie alle cessioni di Christ Inao-Oulaï alla Fiorentina per 26 milioni di euro e di Felipe Augusto allo Zenit San Pietroburgo per altri 15 milioni ma in Turchia diversi quotidiani ipotizzano anche un sostegno politico all’operazione. Al centro delle indiscrezioni c’è Berat Albayrak, genero del presidente Recep Tayyip Erdoğan e noto sostenitore della squadra. Anche il numero uno Ertuğrul Doğan ha più volte mostrato la propria vicinanza all’entourage presidenziale.

Secondo la stessa ricostruzione, tra il 60 e il 70% dell’ingaggio di Salah verrebbe coperto da sponsor privati, aziende locali i cui nomi non sono ancora stati resi pubblici. A contribuire ai costi dell’operazione dovrebbe essere anche la vendita di un terreno di proprietà del club. Qualunque sia la formula finanziaria adottata, Salah è arrivato all’aeroporto Trabzon Havalimanı accolto da migliaia di tifosi e dagli striscioni di benvenuto preparati dai gruppi organizzati. Uno lo avrà fatto sorrdere più di tutti: «Anche qui non camminerai mai da solo», chiaro omaggio a You’ll never walk alone, storico inno del Liverpool. Resta da capire per quanto, perché se l’operazione non è finanziariamente sostenibile Momo potrebbe cambiare presto maglia.

>

Leggi anche