Uno dei segreti degli allenatori vincenti è circondarsi di uno staff di altissimo livello. Il calcio d’élite del 2026, sempre più analizzato e sviscerato in ogni minimo dettaglio, richiede una preparazione molto più lunga e approfondita rispetto a qualche anno fa. Per l’ “uomo dei dettagli” che non sopporta la componente di varianza di questo sport, poi, tutto si ingigantisce. È per questo che José Mourinho è sempre a caccia di assistenti e spesso i migliori li ha trovati nei suoi ex giocatori. L’ultimo “talento” formato dal tecnico portoghese potrebbe essere Sami Khedira. L’amichevole contro la Fiorentina di qualche giorno fa, infatti, è stata la prima uscita pubblica dell’ex centrocampista tedesco nel nuovo ruolo di collaboratore dello Special One. E per buona parte del riscaldamento è stato proprio lui a prendere in mano le operazioni, impartendo ordini, alzando il ritmo, organizzando il lavoro.
«Trasmette molto bene il messaggio di Mou», racconta il quotidiano spagnolo Marca, citando fonti interne a Valdebebas, il centro sportivo del Madrid. Khedira non è arrivato per essere un semplice tramite tra allenatore e spogliatoio, il suo ruolo è molto più ampio: negli ultimi anni ha maturato una convinzione precisa, quella per cui nel calcio moderno la leadership sia diventata una componente fondamentale e deve essere esercitata su più livelli, dentro e fuori dal campo. Quando quello spogliatoio lo viveva da calciatore, era una voce autorevole sì, ma in qualche modo defilata. Oggi è più spigliato, parla, interviene, si fa ascoltare. È successo anche a Klagenfurt, dove ha dato indicazioni precise a giocatori come Arda Güler ed Eduardo Camavinga durante il riscaldamento.
Negli ultimi cinque anni ha affinato le proprie capacità di gestione e comunicazione con dei gruppi di lavoro. Non soltanto nei confronti dei calciatori, una delle ragioni per cui Mourinho lo ha voluto al proprio fianco, ma anche davanti al pubblico. Nel 2021 Khedira è entrato nella squadra di talent di ESPN in occasione dell’Europeo e da allora la sua evoluzione è stata evidente. Ha lavorato con altre emittenti, costruendosi una reputazione grazie alla capacità di leggere il gioco e a uno stile misurato, lontano dalla ricerca della frase a effetto da pronunciare a tutti i costi. Potrebbe quindi diventare anche una sorta di piano B per Mourinho davanti ai microfoni, qualora ce ne fosse bisogno. Una soluzione simile a quella adottata con Aitor Karanka durante la precedente esperienza del tecnico portoghese a Madrid.
A Mou, a quanto pare, è bastata una telefonata per convincere Khedira a lasciare in un momento cuffie e microfono. Il portoghese apprezza il carattere serio, riflessivo e analitico di quello che fu uno dei suoi uomini di fiducia sul terreno del Bernabéu. L’ex Juventus nel 2022 ha completato il Master UEFA Executive per ex calciatori internazionali, un percorso universitario biennale incentrato su leadership e coaching, frequentato insieme ad altri ex protagonisti del calcio europeo come Nemanja Vidic, Frenkie de Jong e Verónica Boquete. Ora è arrivata la possibilità di mettersi alla prova nel club più grande del mondo. Il Real Madrid ha bisogno di leader, dentro e fuori dal campo, per rialzarsi dopo una stagione tormentata. E Khedira, a distanza di anni dal suo ultimo giorno da giocatore merengue, è tornato a Valdebebas con un ruolo diverso. Non più soltanto una voce dello spogliatoio, ma una figura chiamata a guidarlo verso l’obiettivo di sempre: vincere.