Per il suo ritorno in Premier League, e per dimenticare la retrocessione di due anni fa, l’Ipswich Town ha deciso di fare un calciomercato molto ricco e molto esotico

Basterà per centrare una salvezza che manca da un quarto di secolo?
di Redazione Undici 11 Agosto 2026 alle 15:48

Imparare dal passato, rilanciando il futuro. Due estati fa l’Ipswich Town si ritrovava di fronte a un ostacolo sportivo insormontabile: il doppio salto di categoria, dalla Football League One alla Premier League. Per tutto il girone d’andata riuscì anche ad animare la lotta salvezza, salvo poi crollare alla distanza e chiudere al penultimo posto comunque fra gli applausi dei suoi tifosi. La caduta in Championship è durata poco, perché sempre sotto la guida di Kieran McKenna – tre promozioni in quattro anni, chapeau – sono arrivati un altro secondo posto e il pronto ritorno ai vertici del calcio inglese. Questa volta i Blues sanno a cosa vanno incontro, giurano i dirigenti. Disegnando un calciomercato ambizioso, misurato per mantenere la categoria.

La prima novità è che è cambiato l’allenatore: McKenna, apprezzatissimo dai tifosi, si è congedato da vincitore e al suo posto è arrivato Gary O’Neil – altrettanto giovane, reduce da un buon finale di stagione allo Strasburgo dopo il caso Rosenior e in precedenza artefice di due salvezze in Premier con Bournemouth e Wolverhampton. Finora l’Ipswich degli ultimi anni si era contraddistinto per un serbatoio di giocatori molto casalingo, col mare d’Irlanda per baricentro. Con il nuovo corso tecnico invece si sono estesi gli orizzonti: il fondo d’investimento americano che detiene la maggioranza del club – mentre fra gli azionisti minori c’è perfino Ed Sheeran – ha un obiettivo ben preciso e intende fare tesoro dell’inesperienza di due stagioni fa. Soprattutto prendendo spunti da alcune brillanti neopromosse di questi ultimi tempi: il Sunderland e il Leeds. Che in fatto di trasferimenti, non hanno certo badato a spese.

Così per il Town è diventate l’estate delle prime volte. Quello del primo giocatore brasiliano con nella storia del club – Emersonn, attaccante in arrivo dal Tolosa –, ma anche del primo giapponese – la star della Nazionale Daizen Maeda – e del primo serbo – l’ex torinista Sasa Lukic. E come sottolinea la BBC, dei dieci nuovi acquisti registrati finora soltanto uno è britannico – Chuba Apkom, ma arriva dall’Ajax per un obbligo di riscatto. Insomma, un taglio netto rispetto all’infelice versione 2024. Se poi si guarda la spesa totale, in realtà, la differenza non è poi così marcata: l’Ipswich di quest’anno finora ha speso 106,6 milioni di sterline sul mercato, contro le 100,5 della squadra di due stagioni fa. E sono rispettivamente il quarto e l’ottavo dato assoluto per una neopromossa in Premier League.

La differenza è che gli investimenti di ieri hanno reso i loro frutti nel medio periodo, gettando le basi per la promozione di questi mesi e rafforzando la struttura di un club inevitabilmente acerbo – dal 2019 al 2023 aveva militato in League One con un solo campionato di vertice. Oggi l’Ipswich Town ha più esperienza, più consapevolezza e una filosofia di spesa diametralmente opposta. Sulla carta il materiale tecnico c’è, ma starà soprattutto all’allenatore trasformare una lista di buoni giocatori di livello internazionale in una rosa da salvezza. Non sarà facile, come tutti i reset. Senza contare che l’ultimo lieto fine in Premier per l’Ipswich era arrivato nel lontano 2001: un signor quinto posto, anche allora da neopromossa. Sarebbe da metterci la firma.

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