Quello che sta facendo Sara Curtis nel nuoto è davvero incredibile, per le vittorie ottenute e per il modo in cui le ha ottenute

Campionessa d'Europa a 19 anni, con nuovo record del mondo ventiquattr'ore dopo quello stabilito da lei stessa: era difficile immaginare un simile exploit, se non fosse che quello di Curtis è un progetto completo e coerente.
di Redazione Undici 14 Agosto 2026 alle 02:32

L’umana reazione davanti al primato mondiale siglato da Sara Curtis, quello arrivato nella giornata di mercoledì 12 agosto, è stata: wow, peccato soltanto che sia arrivato in semifinale. Perché il traguardo straordinario resta, la soddisfazione personale pure. Però la gara per le medaglie era quella del giorno dopo. E un’atleta nemmeno 20enne come Curtis, per quanto promettente, ci era arrivata sotto l’inevitabile peso di una vagonata di aspettative. Eppure, eppure, è andata come sappiamo. Problemi? Zero. Perché nella finale parigina dei 50 metri dorso, Sara si tuffa in acqua e nuota come un jet. Le avversarie possono appena starle in scia: lei trionfa col tempo fantascientifico di 26″56. Addirittura migliorando i 26″63 ottenuti ventiquattr’ore prima. Oro. Sipario.

Peccato – di nuovo, il pensiero di noi comuni mortali – che questi siano soltanto gli Europei e non i Mondiali o le Olimpiadi. Perché la performance della nuotatrice piemontese meriterebbe il più brillante palcoscenico possibile. E invece c’è tempo, tempo per crescere ancora e dimostrare a tutti che questa possente ascesa nelle gerarchie del nuoto globale è soltanto agli inizi. Qualcosa di inesorabile, finora. Sara Curtis quest’anno ha fatto e sta facendo qualcosa di irreale, ha polverizzato qualsiasi tempo personale, dai 50 ai 100 metri, dal dorso allo stile libero – dov’è in ogni caso la più veloce di sempre nella storia delle Azzurre in corsia. La progressione ha assunto contorni vertiginosi in questi giorni a Parigi: Curtis ha messo il turbo nel momento più importante, e l’ha vissuto con la maturità della campionessa navigata – e infatti si è limitata a dirsi «consapevole di avere certi colpi nelle corde».

Ma non è soltanto lo strapotere tecnico e fisico, che impressiona, di Sara Curtis. Forse quel che sconvolge ancora di più è la sua tenuta mentale: pazzesca per una teenager – anche se ancora per pochi giorni, visto che è nata il 19 agosto 2006. «Gestire le emozioni del record del giorno prima è stata dura», ha riconosciuto lei stessa, parlando con la medaglia d’oro infilata al collo. «Ho fatto fatica ad addormentarmi, prima della gara: lì ho cercato di mettere tutto da parte e giocarmela fino alla fine, accelerando negli ultimi 10-15 metri. Sono contentissima di esserci riuscita di nuovo».

Che Sara Curtis abbia il potenziale per diventare la miglior nuotatrice italiana di sempre è sempre più evidente. Nessuna Azzurra, infatti, aveva mai vinto un oro europeo nei 50 dorso. Tra due anni c’è Los Angeles, e proprio questa gara farà il suo debutto olimpico nell’edizione californiana: la detentrice del record ci sarà e tutti gli occhi del mondo saranno puntati su di lei. Finora ha dimostrato di poterli gestire con calma glaciale, ed è questa la cosa più incredibile che le abbiamo visto fare, tra le tante che ha già fatto. Perché non è solo questione di talento precocissimo, o di exploit isolati: qui siamo di fronte a un’atleta già matura, già completa, a un progetto strutturato – il trasferimento negli USA, è evidente, ha dato una spinta enorme allo sviluppo di Curtis – e coerente, nel segno dell’eccellenza e della continuità. L’unica incognita è che, almeno finora, tutto è sembrato talmente facile e talmente perfetto che qualche ostacolo dovrà pur piombare all’orizzonte, prima o poi. Sara lo aspetta, lo farà, e ci scommettiamo che lo farà nuotando più forte ancora.

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