Adesso anche lo Strasburgo è diventato una macchina che produce talenti e plusvalenze

Diego Moreira, in procinto di passare al Milan, è solo l'ultima plusvalenza del club alsaziano (in collaborazione col Chelsea).
di Redazione Undici 18 Agosto 2026 alle 01:47

Basta l’ultima operazione di mercato per capirlo. I 50 milioni che riceverà dal Milan per Diego Moreira testimoniano che lo Strasburgo, comprato dalla Blue&Co di Todd Boehly per farne un club succursale del Chelsea, si sta trasformando in una bottega pregiata, che vende calciatori di qualità a carissimo prezzo. Se analizziamo gli ultimi tre anni, il club alsaziano è stato capace di trasformare giovani talenti in plusvalenze e di reinvestire sistematicamente sul mercato. Secondo i dati di Transfermarkt, tra il 2023/24 e il mercato in corso, lo Strasburgo ha incassato 135,3 milioni di euro dalle cessioni, a fronte di 181,1 milioni spesi per acquistare giocatori. Questo flusso di cassa, però, è da “dividere” con il Chelsea: la prima grande tornata di cessioni è arrivata nel 2023/24, quando il club ha raccolto 43,1 milioni di euro. Il pezzo più pregiato è stato Habib Diallo, ceduto all’Al-Shabab per 18 milioni. Subito dietro Jean-Ricner Bellegarde, passato al Wolverhampton per 15 milioni. A completare il gruppo delle cessioni a titolo oneroso ci sono stati il portiere Matz Sels, trasferito al Nottingham Forest per 6,5 milioni, e Gerzino Nyamsi, finito alla Lokomotiv Mosca per 3,5 milioni.

Quella stagione ha rappresentato però anche l’inizio di una nuova era, per lo Strasburgo. Che, di fatto, si è messo a vendere per poter comprare. Il club francese ha infatti investito 60,7 milioni, soprattutto su giovani come Abakar Sylla, pagato 20 milioni al Club Brugge, come Emmanuel Emegha, costato 13 milioni, come la coppia arrivata dal Bordeaux – Dilane Bakwa e Junior Mwanga, acquistati per 10 milioni ciascuno. Il 2024/25 è stato invece l’anno della semina: lo Strasburgo ha lasciato partire diversi giocatori a parametro zero, tra cui Ibrahima Sissoko, Frédéric Guilbert, Lucas Perrin, Nordine Kandil e Jean-Eudes Aholou, mentre altri sono stati ceduti in prestito. Parallelamente, però, sono stati investiti 61,9 milioni di euro, con Sékou Mara, Sebastian Nanasi, Mamadou Sarr e Diego Moreira tra i principali acquisti.

Poi è arrivata l’esplosione. Nel 2025/26 lo Strasburgo ha incassato 92,2 milioni, più del doppio rispetto a due anni prima. Il capolavoro fatto in uscita è stato quello relativo a Dilane Bakwa, ceduto al Nottingham Forest per 35 milioni, seguito da Habib Diarra, passato al Sunderland per 31,5 milioni. Al Chelsea è finito invece Mamadou Sarr, per 14 milioni, mentre Félix Lemaréchal ha portato altri 6,5 milioni dal trasferimento al Club Brugge. Il dato più interessante, però, sta nella logica che si nasconde dietro questi numeri: lo Strasburgo non vende e non sta vendendo i propri migliori giocatori, piuttosto li valorizza. Bakwa, Diarra e Sarr sono esempi perfetti di una strategia che punta sul potenziale e sulla rivendibilità. Il club compra giovani a cifre importanti, li fa crescere, li espone nella vetrina della Ligue 1 e poi li rivende quando il loro valore è esploso.

È un modello che ricorda quello delle migliori società di scouting e formazioni del calcio europeo: l’obiettivo non è necessariamente costruire una squadra per trattenere i giocatori più forti, ma allestire una rosa capace di produrre continuamente valore. E gli oltre 160 milioni incassati quest’estate (a quelli che verserà il Milan per Diego Moreira si aggiungono i 65 ricevuti dal Chelsea per Barco ed Emegha, i 50 versati dall’Ipswich per Enciso e Ouattara) sono la prova che il meccanismo ha iniziato a funzionare a pieno regime. Lo Strasburgo magari non è ancora una potenza del calcio francese, ma sul mercato, ormai, si comporta sempre più come una fabbrica di talenti e di milioni.

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