Non basta essere stato il centro più forte della sua generazione, con un oro olimpico al collo e quattro anelli NBA in bacheca. E non basta nemmeno essere tuttora uno dei cestisti più riconoscibili e popolari di sempre, anche grazie a un carattere spiritoso che ben si presta al ruolo di talent televisivo. Oltre a tutto questo, Shaquille O’Neal è anche un facoltoso uomo d’affari. Al di là di tutto il resto: le sue finanze sarebbero in ogni caso ingenti, dai quasi 300 milioni di dollari guadagnati in carriera e l’attuale contratto da altri 15 milioni all’anno firmato con l’emittente americana TNT Sports. Poi c’è un altro tesoretto da 16,5 milioni da mettere in cassaforte. Ed è decisamente il più inaspettato.
Tutto risale al 1999, a una chiacchierata fra i due clienti di un hotel di lusso e all’orecchio vigile di un terzo – proprio Shaq – che si è trovato al cospetto delle classiche parole giuste al momento giusto. L’ha ricordato lui stesso, molto tempo dopo: l’allora centro dei Lakers stava pranzando al Four Seasons di Los Angeles e si è ritrovato a conversare con altri commensali. Uno di loro, grato per l’affabilità della superstar anche in quel momento lontano dai riflettori, allora gli avrebbe detto: “Voglio parlarti di un’azienda che si chiama Google”. O’Neal ha fatto la cosa migliore che potesse: ascoltare sul serio. Quei giovani iniziarono a spiegargli come funzionava il meccanismo dietro i motori di ricerca, con tutte le potenzialità di un settore all’epoca ancora in gran parte inesplorato. “Sembra fantastico”, concluse Shaq. E in seguito a un breve incontro con i dirigenti dell’azienda, nel giro di poco avrebbe deciso di investire 250mila dollari in Google. Che all’epoca valeva soltanto 100 milioni.
Quel gruzzolo puntato su Wall Street rappresentava comunque una somma importante, anche per i canoni di allora e per il portafoglio di un cestista come O’Neal. Che poi riprese a giocare a basket per più di un altro decennio, continuando a vincere tra Los Angeles e Miami. Una carriera talmente densa di avvenimenti, da far dimenticare certi siparietti di contorno. Anche un investimento del genere. Letteralmente. Perché fino a pochi anni fa, Shaq aveva perso ogni traccia di che fine avessero fatto quei 250mila dollari. Ebbene: sono lievitati. Fino a diventare 16,5 milioni. E l’ex campione è arrivato a scoprirlo quasi per caso. “L’unico mio rimpianto è non aver investito di più” – ma forse non è il caso di esagerare con la buona sorte, tutto sommato.
Fortuna e tempismo di sicuro, ma al netto della curiosità dell’episodio va anche detto che Shaq è sempre stato particolarmente vigile per gli affari. Con un occhio di riguardo per l’innovazione: “Una volta ero andato a una conferenza di Jeff Bezos e lo sentii parlare dell’importanza di investire nelle cose che cambieranno la vita delle persone. Mi ha colpito molto. Da lì in poi ho iniziato ad applicare questo concetto anche per il mio portafoglio e ha funzionato a meraviglia per me”. Insomma, seguire O’Neal per altri consigli – più o meno fortuiti – anche al di là del basket. E se quasi sei ex cestisti NBA su dieci si ritrovano sull’orlo della bancarotta a pochi anni dal ritiro, a causa di pessime decisioni finanziarie, per il gigante del pitturato vale il contrario. Del suo solido patrimonio, vale la pena di ricordare, una buona fetta è destinata a cause benefiche a supporto dei bambini più svantaggiati. Non sarebbe stata così ingente, senza quell’antica intuizione su Google.