Frank Lampard ha detto che Mourinho è il suo modello come allenatore, e che in queste settimane lo ha aiutato con il mercato del Coventry City

Il rapporto tra l'ex capitano dei Blues e il manager portoghese è rimasto strettissimo, anche se adesso fanno lo stesso lavoro.
di Redazione Undici 20 Agosto 2026 alle 10:14

Cinque anni di lavoro insieme non si dimenticano, specie se sei il capitano di una delle squadre più importanti d’Europa e davanti hai uno degli allenatori più carismatici della storia del calcio. E quindi era inevitabile: José Mourinho ha lasciato un segno nella vita professionale e privata di Frank Lampard. Il rapporto tra i due va ben oltre i ricordi delle stagioni trascorse insieme a Stamford Bridge. Lampard ha infatti confermato di essere ancora in contatto con Mourinho e di aver recentemente chiesto un parere al portoghese su un giocatore durante l’ultima sessione estiva di mercato. Nonostante Mourinho sia stato presentato alla stampa ieri come nuovo manager del Real Madrid, il portoghese ha trovato il tempo per fornire a Lampard un’analisi dettagliata del calciatore in questione, a conferma di un legame rimasto intatto a distanza di anni dalla loro esperienza londinese.

«José c’è sempre. Qualche giorno fa gli ho scritto per chiedergli informazioni su un altro giocatore, che non è del Real Madrid, ma con cui aveva lavorato in precedenza. È sempre a disposizione» ha ammesso Lampard a talkSPORT. «A volte ci mette un paio di giorni a rispondere, perché so che è un uomo molto impegnato. Ma è tornato da me con un’analisi davvero, davvero dettagliata su un giocatore che stavamo valutando».

La scia di Mourinho continua dunque a tracciare il percorso di Lampard in panchina. L’ex centrocampista della Nazionale inglese ha vissuto gli anni più importanti della sua carriera da calciatore proprio sotto la guida del tecnico portoghese al Chelsea e ha riconosciuto come lo Special One rappresenti ancora oggi un punto di riferimento fondamentale. Lampard è consapevole di voler costruire una propria identità da allenatore, ma le lezioni apprese dal suo ex manager continuano a influenzare il suo modo di gestire il gruppo, comunicare con i giocatori e affrontare le diverse situazioni all’interno dello spogliatoio. «Ho guardato ovviamente il documentario su di lui ed è stato bellissimo rivivere quei ricordi, soprattutto la prima parte, perché era incentrata sulla storia del Chelsea e mi ha fatto tornare alla mente tantissime cose belle. Sapevo già da tempo quanto volessi bene a José, ma rivedere tutto è stato fantastico. Ho lavorato con tanti grandi allenatori, ma è stato lui quello che ha avuto il maggiore impatto sulla mia carriera, soprattutto per la fiducia che mi ha dato quando è arrivato».

Lampard, però, non vuole intenzione di trasformarsi in una copia del suo ex allenatore. «Penso che molti allenatori abbiano cercato, in qualche misura, di imitare José. Io non potrei e non vorrei farlo, perché non ho le sue caratteristiche. Ho le mie». Dopo 18 mesi alla guida del Coventry City dove nella scorsa annata ha centrato la promozione in Premier League, Lampard ritiene di essere cresciuto sensibilmente rispetto alle precedenti esperienze sulle panchine di Derby County, Chelsea ed Everton. Uno degli aspetti sui quali sente di aver fatto maggiori progressi riguarda l’equilibrio mentale necessario per affrontare una professione caratterizzata da continui picchi emotivi, tra vittorie esaltanti e sconfitte difficili da metabolizzare.

L’obiettivo dell’allenatore è evitare di diventare una sorta di «tributo» a ciò che sono stati i suoi grandi maestri e concentrarsi invece sulle esigenze specifiche della propria squadra, senza trascurare il proprio benessere mentale durante una stagione che si preannuncia particolarmente impegnativa.«Sto cercando di fare l’allenatore a modo mio. Probabilmente la cosa più importante che ho imparato è trovare il giusto equilibrio: non puoi vincere ogni partita. Sarai messo alla prova in tantissimi modi. Non puoi cercare la perfezione ogni giorno. Devi trovare il giusto equilibrio dentro e fuori dal campo e dare priorità alle cose che contano davvero. Spero che questi 18 mesi al Coventry mi abbiano permesso di dimostrare di essere migliorato anche sotto questo aspetto». Un equilibrio che, secondo Lampard, permette anche di vivere meglio il mestiere. «In realtà, trovare questo equilibrio rende la mia vita più semplice. Devi avere il tempo per riposarti. È un lavoro stressante, che ti mette a dura prova, ma quando lo fai devi capire che fa parte della professione».

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