Non basta il gran ritorno dello Special One. Né l’arrivo di Yan Diomande o di Marc Cucurella. Perché quest’anno la moda del Real Madrid ha deciso di virare sulla sobrietà. Niente più presentazioni dei nuovi acquisti in pompa magna, con tanto di sfilata al Bernabéu, distese di fotografi e discorso conclusivo di Florentino Pérez. Oggi, per ciascuno dei rinforzi dei Blancos, sono stati lanciati giusto pochi secondi di video sui social e qualche sintetico commento a margine. Come se il Real fosse diventato di colpo un affare di famiglia, e non un club di portata globale.
La nuova strategia di comunicazione è partita in realtà quasi per circostanza. Mourinho è stato annunciato sulla panchina madridista a ridosso del Mondiale americano, facendo intendere che ci sarebbe stata una presentazione ufficiale al termine del torneo. Il problema è che nel frattempo quel torneo l’ha vinto la Spagna. E Mou alla guida del Real è diventata una notizia già nota e di secondo piano. Così, forse anche per evitare lo smacco di un eventuale calo di aiudience, club e allenatore hanno concordato il cambio di programma. Nessun ‘introduction day’, soltanto qualche dichiarazione di rito rilasciata da José tramite i media del Real Madrid e l’immancabile foto con Florentino.
Da qui il ragionamento: se così s’è fatto per l’allenatore, il trattamento dei giocatori non dovrà essere diverso. Dimenticate quindi la passerella da vip assoluto riservata a Mbappé, a Vini Jr., a tutte le superstar sbarcate a Valdebebas in questi ultimi anni. Il Real non ha smesso di arruolare rinforzi di rilievo anche in queste ultime settimane, preferendo tuttavia mantenere un’immagine di basso profilo. Per nessuno dei nuovi giocatori, spiazzando anche i media locali, non è stata prevista alcuna conferenza stampa di presentazione. Qualcosa di decisamente spiazzante, soprattutto da queste parti, dove ostentare è metà dell’opera.
Eppure il Real Madrid non lascia certo queste decisioni al caso. Guai a prenderle per trascuratezza o crisi d’identità: è un semi-silenzio che si fa notare, che alimenta l’attesa e la curiosità attorno a una squadra che dopo le delusioni sportive degli ultimi tempi è chiamata a rialzare l’asticella delle aspettative. Ma a partire dai fatti, non dalle parole. Per questo dalle parti del Bernabéu il nuovo mantra è rimboccarsi le maniche: per i riflettori ci sarà sempre tempo. E i primi appuntamenti dei nuovi calciatori con la stampa sono previsti soltanto in occasione del debutto stagionale in Champions League: così tardi non era mai successo. Ma se oggi lo fa il Real, prepararsi a innumerevoli tentativi di imitazione. Come spesso succede.