Sei partite, sei vittorie. Otto gol fatti e zero subiti. Così è iniziata la prima stagione di Vincenzo Italiano sulla panchina del Besiktas, tra campionato turco e preliminari di Europa League. Certo, le avversarie affrontate finora della squadra di Istanbul (FC Midtjylland, Hradec Kralove e Kauno Zalgiris nelle gare continentali, Eyupspor nell’esordio in campionato) non possono essere considerate come dei test probanti, tutt’altro. Ma il dato resta. E fa ancora più impressione se consideriamo che alcuni dei nuovi acquisti, Dusan Vlahovic su tutti, non hanno ancora iniziato a giocare. O meglio: hanno solo assaggiato il campo, quindi devono ancora essere inseriti negli schemi della squadra bianconera.
Rispetto al Galatasaray e al Fenerbahce, e forse anche al Trabzonspor che ha preso Salah, la sessione di mercato del Besiktas è stata meno clamorosa. Nel senso che Vlahovic – una stella di livello globale – è stato messo accanto a giocatori di sostanza ma meno luccicanti, vale a dire Leandro Trossard (jolly offensivo ex Arsenal), Salih Özcan (mediano preso dal Borussia Dortmund) Alexander Nubel (portiere proveniente dal Bayern e Kassoum Ouattara (terzino di 21 anni ex Monaco). In realtà, però, la rosa che Italiano ha ereditato dal suo predecessore, Sergen Yalçin, era già abbastanza strutturata: Orkun Kokcu era arrivato l’anno scorso in prestito (dal Benfica) ed è stato riscattato, così come anche Tiago Djaló, Vaclav Cerny, Hyeon-gyu Oh e Wilfred Ndidi erano già parte della squadra. A questi nomi vanno aggiunti quelli di Jean Onana, Semih Kılıçsoy, Moatasem Al-Musrati e dell’eterno João Mário, rientrati rispettivamente dai prestiti al Genoa, al Cagliari, al Verona e all’AEK Atene.
Insomma, Italiano ha per le mani un gruppo vasto e ricco di qualità, soprattutto dal punto di vista offensivo. Secondo le voci di mercato, poi, Leon Goretzka è diventato un obiettivo concreto per potenziare il centrocampo. Al di là di queste notizie, però, l’impatto dell’ex tecnico del Bologna è stato immediato, sia nei risultati che nell’approccio tattico della sua nuova squadra. Dopo la vittoria contro il Kaunas in Europa League, il quotidiano Hurriyet – uno dei media turchi più popolari – ha scritto che «l’arrivo di Italiano ha motivato subito il Besiktas, che in queste prime partite della nuova stagione ha espresso un gioco solido e aggressivo, capace di neutralizzare gli avversari. Soprattutto la pressione difensiva è costante ed efficace, merito della disciplina tattica imposta del nuovo allenatore. Poi certo, il merito è anche dei giocatori, ma il nuovo corso del Besiktas sembra aver imboccato la strada giusta».
In queste parole si rintracciano i concetti che hanno sempre caratterizzato l’approccio di Italiano, al Bologna e alla Fiorentina come allo Spezia, quindi non c’è nulla di cui sorprendersi. Ovviamente la tenuta del Besiktas andrà verificata contro avversari più forti, in campionato come in Europa League (i bianconeri, per qualificarsi alla League Phase, devono solo difendere il 2-0 ottenuto in Turchia contro lo Zalgiris), e molto dipenderà dall’impatto dei nuovi acquisti. Ovviamente Vlahovic, che ha esordito con la sua nuova squadra entrando dalla panchina nel match casalingo contro lo Zalgiris, ma anche Kilicsoy, Ouattara e lo stesso Trossard non sono ancora riusciti a imporsi tra i titolari, per scelta tecnica e/o per ritardo di condizione. Toccherà a Italiano trovare la miglior combinazione per far convivere tutti i suoi calciatori. Per il momento, anche senza di loro, le promesse e le premesse di questa stagione sembrano davvero interessanti.