È un punto esclamativo per tutta la Formula Uno. Max Verstappen c’è e ci sarà ancora: è arrivata la fumata bianca con Red Bull, per il tanto atteso rinnovo fino al 2030. Qualcosa di assolutamente non scontato, soprattutto dopo i malumori degli ultimi mesi, con il pilota olandese a esternare parecchia frustrazione nei confronti della categoria. E per ogni Gran Premio del mondo, perdere 28 anni chi ne ha vinti 71 in carriera, con quattro titoli mondiali da protagonista, sarebbe stato uno smacco difficile da digerire. E un danno d’immagine altrettanto pesante, visto che soltanto pochi mesi fa Verstappen aveva paragonato la Formula Uno odierna “a una gara di Mario Kart”.
Alla fine però, i lunghi confronti tra il campione, la scuderia di appartenenza e la Federazione Internazionale dell’Automobile hanno dato i loro frutti. Anche perché gli sforzi della controparte non sono stati pochi: secondo le prime indiscrezioni, Verstappen avrebbe firmato un contratto da 100 milioni di euro a stagione. Sarebbe un record assoluto per il mondo dei motorsport. E visto il respiro di sollievo che può tirare la Formula Uno, il gioco sembra valere eccome la candela: secondo quanto scrive Forbes, la perdita di una personalità come Verstappen – magari verso altri circuiti come IndyCar – sarebbe stata “imbarazzante e devastante. Max è troppo importante per la salute stessa della F1”.
Non è stato affatto semplice arrivare alla stretta di mano definitiva, per ammissione dello stesso Verstappen. “Dopo le prime gare del 2026 ho detto ai dirigenti della Red Bull di non venire a farmi domande sul mio futuro, perché non sapevo nemmeno se avrei voluto rimanere in Formula Uno”, ha raccontato l’olandese anche in questi ultimi giorni. “Onestamente, abbiamo sempre tenuto aperto ogni scenario. Ma mi piace competere, mi piace essere un pilota e in seguito abbiamo avuto delle conversazioni molto proficue anche con la FIA per lavorare insieme a un prodotto che diventi sempre migliore. Oggi sono molto contento di questa estensione del contratto. E detto sinceramente: piuttosto che firmare per un altro team, avrei preferito pensare al ritiro”.
Ora le prospettive si spostano al 2030, quando Verstappen andrà verso i 32 anni e il suo addio al paddock a quel punto sarebbe visto come un epilogo molto più accettabile. Nel frattempo l’impegno del pilota e del mondo che lo circonda è evitare altri cortocircuiti come quello capitato al Gran Premio di Cina nei mesi scorsi: in seguito a diversi problemi di ricarica della vettura ibrida, Max aveva puntato il dito contro la transizione verso l’elettrico anche in Formula Uno. “È terribile”, aveva detto allora, scatenando le polemiche. “Questa non è più una corsa automobilistica. Non è affatto divertente. Sembra di giocare a Mario Kart. Fai un buon giro, poi subito dopo hai la batteria a terra. Ricarichi e di nuovo sei giù. Per me questa è una presa in giro, che nulla ha a che fare con la storia di questa competizione”. Evidentemente l’appello non è andato a vuoto, perché a stretto giro la FIA è intervenuta sul nuovo regolamento facendo un passo indietro: meno elettrico e più potenza termica sulle power unit delle monoposto. Insomma, lavori in corso. Il sollievo di tutti è che ne farà parte anche Verstappen.