Il proprietario dell’Olympique Marsiglia ha investito 300 milioni di dollari in una nuova lega di equitazione, per la precisione di salto ostacoli

Il progetto prevede di radunare i migliori cavalli e cavalieri del mondo, guardando al modello di business della Formula Uno.
di Redazione Undici 22 Agosto 2026 alle 15:27

Il presidente dell’Olympique Marsiglia, Frank McCourt, è convinto che il salto ostacoli professionistico sia lo sport più sottovalutato di tutti a livello commerciale. E così ha deciso di mettere sul tavolo 300 milioni di dollari per dimostrare che si può trasformare uno degli sport più antichi del mondo in un grande prodotto globale. Come riportato da Bloomberg, a 72 anni il proprietario dell’OM, che ha costruito la propria fortuna nel settore immobiliare e ha avuto in mano anche i Los Angeles Dodgers di baseball, ha scelto di finanziare la Premier Jumping League, una nuova competizione che dovrebbe debuttare nel 2027 con un piano ambizioso: trasformare il salto ostacoli in una lega internazionale basata su franchigie, squadre riconoscibili e una stagione capace di creare una narrazione continua.

Il salto ostacoli agonistico è uno sport che esiste da metà Ottocento e, nel corso del tempo, ha creato competizioni prestigiose, attirando pubblico e investimenti. Secondo McCourt, però, il movimento non è mai riuscito a sviluppare un vero ecosistema commerciale. Mancano squadre riconoscibili, rivalità durature e una struttura stagionale che permetta agli appassionati di affezionarsi ai protagonisti. La Premier Jumping League vuole intervenire proprio su questo terreno. Il progetto prevede la nascita di 16 squadre. Due sono già state vendute, entrambe per 50 milioni di dollari, mentre altre due dovrebbero essere cedute nel primo anno. Le restanti dodici saranno inizialmente assegnate in leasing. Le franchigie selezioneranno poi i migliori cavalieri del mondo attraverso un draft, introducendo nel salto ostacoli una dinamica tipica degli sport professionistici americani.

Per convincere i migliori interpreti a entrare nella nuova lega, McCourt ha promesso 300 milioni di dollari di montepremi complessivo nei primi tre anni, finanziati direttamente da lui. L’operazione si inserisce in una tendenza più ampia che, negli ultimi anni, ha visto investitori e grandi patrimoni puntare su discipline sportive considerate ancora sottosviluppate dal punto di vista commerciale. L’idea è quella di trasformare competizioni di nicchia in prodotti capaci di generare ricavi attraverso diritti televisivi, sponsorizzazioni e franchigie. È il modello seguito, con formule differenti, da realtà come TGL, la lega di golf indoor sostenuta da Tiger Woods.

Anche il mondo equestre ha attirato capitali sempre più importanti. Negli ultimi dieci anni gli investimenti sono cresciuti sensibilmente e i cavalli più prestigiosi vengono venduti regolarmente per oltre dieci milioni di dollari. Il problema, secondo McCourt, è che i montepremi non hanno seguito la stessa tendenza. Un aspetto che limita i guadagni dei cavalieri e rende difficile per molti di loro farsi una carriera professionistica senza ricorrere ad altre attività, come mettersi ad allenare o creare una scuderia. La Premier Jumping League è nata proprio con l’obiettivo di cambiare questo equilibrio. McCourt ha sviluppato il progetto insieme agli imprenditori del settore dell’ospitalità Neil Moffitt e Nick McCabe. I tre non vogliono reinventare il salto ostacoli, ma costruire attorno a uno sport già consolidato una struttura ispirata ai modelli che hanno funzionato in altre discipline. La Formula 1 è il modello di riferimento, un campionato distribuito su diversi mesi, squadre facilmente identificabili, un calendario regolare, un draft e soprattutto una storia da seguire durante tutta la stagione.

La nuova lega avrà un montepremi da 100 milioni di dollari a stagione per i primi tre anni. Cifra destinata a riscrivere completamente i parametri economici del settore. Per avere un termine di paragone, il circuito Global Champions, che comprende il Longines Global Champions Tour individuale e la Global Champions League a squadre, ha distribuito nell’ultima stagione oltre 36 milioni di euro. Secondo i fondatori della PJL, questa differenza potrebbe consentire a un numero maggiore di cavalieri di vivere esclusivamente delle competizioni, senza dover dipendere da altre attività o da finanziatori facoltosi per sostenere i costi di una carriera ai massimi livelli.

I primi segnali di interesse da parte degli investitori sono già arrivati. A giugno l’investitore americano e pilota automobilistico Jason McCarthy, la cui figlia pratica salto ostacoli a livello giovanile, ha acquistato la prima franchigia sulla base di una valutazione di 50 milioni di dollari. L’idea di Mccourt, poi, si fonda anche sulla vendita dei diritti televisivi. Le gare saranno infatti trasmesse gratuitamente su una piattaforma che non è ancora stata annunciata, in modo ampliare il pubblico e trasformare successivamente quella platea in valore commerciale attraverso sponsor, biglietti e hospitality.

Proprio l’esperienza maturata nel settore dell’ospitalità di lusso da Moffitt e McCabe potrebbe diventare un altro elemento distintivo. Secondo i fondatori, le competizioni di salto ostacoli di alto livello hanno spesso attirato un pubblico facoltoso senza però offrire un’esperienza all’altezza delle aspettative. Dalla ristorazione alle bevande, fino alle aree VIP, c’è spazio per costruire un prodotto più sofisticato. Il rischio principale resta però quello di riuscire a mettere insieme abbastanza cavalieri e cavalli di livello mondiale. Il calendario internazionale è già molto fitto e la concorrenza dei circuiti esistenti è forte. Il successo commerciale della Premier Jumping League potrebbe quindi dipendere meno dalla capacità di trasformare il pubblico in appassionati di salto ostacoli e più dalla possibilità di farlo affezionare alle persone, ai cavalli e alle rivalità. È una strategia narrativa che ha contribuito alla crescita della Formula Uno e di altre discipline emergenti: prima ancora di innamorarsi dello sport, il pubblico si appassiona alle sue storie.

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