Debuttare nel Real Madrid a 21 anni. Segnare il gol della vittoria all’89’. Farlo da insospettabile assoluto, in una squadra imbottita di stelle. Fatto, fatto, fatto: di colpo, come la giocata che ha messo ko l’Espanyol in campionato, Carlos Espí è il nuovo nome in casa Real Madrid. E non potrebbe essere altrimenti. “Quando ho visto la palla dentro non ci potevo credere”, ha sorriso il ragazzo nel postpartita. “Per me questo è un sogno che si avvera. E infatti nelle ore successive ho dormito molto poco: siamo arrivati a casa alle tre di notte, tra i tanti messaggi e l’euforia è stata dura addormentarsi. Quel momento è stato magico. Vedere tutti quei giocatori corsi a festeggiare insieme a me è un gran motivo d’orgoglio, qualcosa di impensabile”.
Perché quei giocatori sono Bellingham, Vinícius Jr., Mbappé. Lui invece è semplicemente Carlos, che fino a poco tempo fa sembrava un giovane attaccante come ce ne sono tanti in Spagna. Uscito dalla selezione riserve del Levante, era entrato nel giro della prima squadra ancora nel 2024. Ma per quasi due stagioni è rimasto un panchinaro fisso. Tuttalpiù un ragazzo di belle speranze, in un club che all’epoca militava comunque in Segunda División. A un certo punto era stato pure messo a freno da qualche rognoso infortunio. Poi però è arrivata la promozione in Liga. E nel giro di pochi mesi tutto è cambiato: Espí ha sfruttato alla grande una chance da titolare, lo scorso febbraio, firmando una doppietta contro l’Alavés. Da quel momento in poi non ha più mollato il campo. Chiudendo addirittura il 2025/26 in doppia cifra, con 11 centri in 25 presenze in Liga.
Per il Levante, che grazie ai suoi gol ha centrato la salvezza è stata una manna dal cielo e anche qualcosa in più. Perché Espí – un centravanti fisico e vecchio stampo – ha presto attirato l’attenzione di molti club di Premier Legue: Hull City e Brighton su tutti. Già così un epilogo insperato. Figurarsi allora quando a bussare alla porta è stato il Real Madrid, mettendo sul piatto 25 milioni di euro per un contratto fino al 2031: sia Carlos sia il Levante non ci potevano credere. E questo è stato soltanto l’inizio. Espí si è subito ritagliato il suo spazio in allenamento e per tutto il precampionato, avvicinandosi a José Mourinho anche grazie alla scelta di andare a stabilirsi per ora a Valdebebas – il centro sportivo del Real, dove vivono anche l’allenatore e lo staff dei blancos oltre ad altri nuovi arrivi come Cucurella.
Qualcosa che ha accelerato il processo di ambientamento di Espí, preso subito in notevole considerazione. “Lui è un attaccante con caratteristiche particolari, ci voleva nella nostra squadra”, ha spiegato lo Special One. “E poi è un ragazzo molto divertente. A Valdebebas facciamo insieme colazione, pranzo e cena. Io, il mio staff, lui e Cucurella. Un gruppetto molto piacevole”. Mou è stato tra i primi ad abbracciare Espí dopo la vittoria sull’Espanyol, portandolo in pompa magna in conferenza stampa – paradossalmente, la presentazione ufficiale dell’attaccante doveva avvenire proprio in queste ore, a riprova che nemmeno il club si aspettava un simile impatto. I suoi compagni invece sì. “Carlos è un bug, è Joselu Jr.”, Bellingham e Courtois l’hanno già ribattezzato, rievocando il parallelismo tecnico con l’ex Newcastle e Alavés. “Vederlo scontrarsi in allenamento con Rudiger o Konaté è impressionante. È un talento, un giocatore molto forte che ci garantisce che non avevamo. È arrivato qui per questo”. Gol allo scadere compresi.