Gli US Open sono diventati uno degli eventi gastronomici più ricercati e costosi di New York

Tra cocktail a 25 dollari e le migliori proposte dei ristoranti etnici della città, a Flushing Meadows si mangia davvero benissimo.
di Redazione Undici 27 Agosto 2026 alle 17:06

Da qualche anno gli Slam vanno ben oltre i match di singolare o doppio, il tabellone maschile o femminile. Il fatto che si giochino in contesti molto glamour, in questo senso, ha accentuato la trasformazione: i tornei sono diventati delle gigantesche macchine da soldi e intrattenimento. Anche dal punto di vista gastronomico. E non potrebbe essere altrimenti: tra eventi mondani, feste e presentazioni, le occasioni per dei catering di alto livello sono davvero tantissime, tanto che gli US Open si è trasformato in una delle più grandi vetrine gastronomiche di New York. Come analizzato dal giornale spagnolo Mundo Deportivo, durante l’edizione 2026, gli oltre 75mila spettatori che ogni giorno affollano Flushing Meadows si ritrovano immersi in un’offerta culinaria estremamente ampia, che spazia dalla cucina messicana a quella coreana e giapponese, fino ad alcune proposte decisamente sorprendenti.

Non mancano proposte più semplici, per esempio la verdura, per lo più cruda, oltre a una serie di piatti tradizionali presi dalla cucina dei vari Paesi del mondo. Tra le pietanze che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è la proposta speciale di COQODAQ, il locale di pollo fritto coreano del ristoratore Simon Kim. Il piatto comprende sei nuggets accompagnati da caviale Petrossian, crème fraîche ed erba cipollina, vendute al prezzo (non proprio popolare) di 100 dollari. La specialità torna per il terzo anno consecutivo e condivide la scena con alcune novità, come i roll di riso di KIMBOP, la pasta con salsa alla vodka firmata da Alex Guarnaschelli e i piatti di pastaRAMEN, che di fatto uniscono la cucina italiana a quella giapponese.

Il grande protagonista gastronomico del torneo, però, resta l’Honey Deuce, il cocktail ufficiale degli US Open. Preparato con vodka Grey Goose, limonata e liquore al lampone, viene servito con tre palline di melone che ricordano altrettante piccole palline da tennis. Anche vivere questa esperienza non costa poco: ogni bicchiere costa 23 dollari e viene consegnato in un contenitore da collezione – un dettaglio che ha contribuito a trasformarlo in uno dei prodotti più fotografati e condivisi del torneo. Nel 2025 sono stati venduti 738.459 Honey Deuce, per un incasso complessivo di circa 17 milioni di dollari. Per quest’anno le previsioni parlano di 800mila bicchieri venduti, una cifra che porterebbe il fatturato lordo a 18,4 milioni di dollari. Numeri che raccontano come gli US Open non siano ormai soltanto uno dei principali appuntamenti del tennis mondiale, ma anche un vero e proprio evento gastronomico e un importante business che si sviluppa attorno ai campi di Flushing Meadows.

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