Yaya Touré sarà il primo allenatore africano della storia a guidare una squadra nel tabellone principale di Champions League

L'ex centrocampista di Barcellona e Manchester City ha portato lo Slovan Bratislava fino alla League Phase, facendo la storia del suo Continente.
di Redazione Undici 27 Agosto 2026 alle 12:18

Sono finiti i turni preliminari estivi della Champions League, quindi abbiamo l’elenco completo delle 36 squadre che parteciperanno alla League Phase. Ci sono state un po’ di sorprese: il Fenerbahce ha eliminato il Lione, il LASK Linz ha compiuto un’incredibile rimonta (0-3 all’andata, 5-1 al ritorno) contro il Celtic Glasgow, gli azeri del Sabah hanno conquistato la prima qualificazione della loro storia al tabellone principale di un torneo UEFA. E poi c’è lo Slovan Bratislava, che pure non era mai riuscito a superare i preliminari estivi (l’ultima partecipazione alla Coppa dei Campioni vecchia maniera risale addirittura al 1976) battendo gli sloveni del Celje. E non è tutto: la squadra slovacca ha fatto e farà anche la storia del calcio africano, visto che è allenata da Yaya Touré. Il quale, in occasione della prima giornata della League Phase, diventerà il primo tecnico africano sulla panchina di una squadra qualificata al tabellone principale di Champions League.

Ok, sì: Yaya Touré ha una storia enorme nel calcio europeo, è conosciuto a livello globale e quindi ha uno status diverso rispetto a quello degli allenatori che si formano in Africa. Ma il dato e il primato restano: prima di lui, infatti, nessun altro tecnico di nazionalità africana era mai riuscito ad arrivare a questo punto del torneo. Quello che c’è andato più vicino è il nigeriano Ndubuisi Egbo, che ha guidato la squadra albanese dell’FK Tirana attraverso i turni preliminari di Champions League nel 2020, senza però raggiungere la fase a gironi. Egbo è stato anche il primo allenatore africano a vincere un titolo nazionale in Europa, sempre sulla panchina del Tirana. 

Per il resto, il precedente più significativo riguarda Jean Tigana, nato a Bamako (capitale del Mali) ma emigrato in Francia da bambino: nel corso della sua carriera da professionista ha giocato nella Nazionale francese, con cui ha vinto l’Europeo 1984 da protagonista, poi da tecnico ha condotto il Monaco fino alla semifinale di Champions League contro la Juventus (stagione 1997/98). Però, ripetiamo: si tratta di un caso borderline, diverso rispetto a quello di Yaya Touré. Che è nato ed è cresciuto in Costa d’Avorio, ha iniziato a giocare da calciatore nel suo Paese d’origine e si è trasferito in Europa quando aveva 18 anni. Inoltre l’ex centrocampista di Barcellona e Manchester City non ha mai sfiorato altre rappresentative, ha giocato solo con l’Under 20 e poi con la squadra senior della Costa d’Avorio Da allenatore, ha lavorato come assistente all’Olimpik Donetsk (Ucraina), all’Achmat Groznyj (Russia), allo Standard Liegi (Belgio) e per la Nazionale dell’Arabia Saudita, poi per una stagione è stato anche parte dell’Academy del Tottenham. Quella con lo Slovan è la sua prima esperienza da allenatore in prima, e gli è bastata per scrivere la storia del suo Continente.

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