Sembra strano, visto che la Nazionale non si è qualificata per i Mondiali arrivando terza nel girone con Danimarca e Scozia, ma la Grecia potrebbe essere la sorpresa dei prossimi anni. A meno di due settimane dalla chiusura del mercato, infatti, sono 20 i calciatori greci che hanno movimentato questa sessione, per un investimento totale che sfiora i 160 milioni di euro. Circa 55 milioni in più rispetto a un anno fa, quando erano stati 34 i giocatori greci protagonisti di trasferimenti. Un altro dato molto, molto interessante è che quattro dei dieci acquisti più costosi nella storia del calcio greco si sono concretizzati proprio durante questa sessione di mercato estiva.
Il calciatore greco più costoso di questa sessione e di sempre, visto che ha scalzato Kostas Manolas dalla vetta di questa speciale classifica, è stato Christos Tzolis, per il quale l’Arsenal ha versato 40 milioni di euro. L’ex attaccante del Brugge è stato premiato come miglior giocatore della Jupiler Pro League nella scorsa stagione, i virtù di 22 gol e 29 assist che hanno contribuito alla vittoria del titolo. «Si sta inserendo nella squadra in modo davvero naturale», ha detto Mikel Arteta dopo il Community Shield, partita nella quale Tzolis è partito titolare sulla fascia sinistra, candidandosi immediatamente a un posto nell’undici titolare con i suoi due primi assist. Anche il Borussia Dortmund ha pescato due delle grandi promesse del calcio greco per rinforzare la rosa di Kovac. Per primo ha investito 30 milioni di euro su Konstantinos Karetsas, il più giovane marcatore nella storia della Nazionale greca, dell’ultimo campionato belga con il Genk, alle spalle proprio di Tzolis. Dal PAOK, poi, è arrivato Giannis Konstantelias per 26 milioni.
Anche le squadre italiane hanno pescato in questa. nuova generazione di talenti: Konstantinos Koulierakis, dopo l’esperienza al Wolfsburg, è approdato alla Roma per 16,5 milioni di euro. Due anni fa Stefanos Tzimas aveva lasciato la Grecia per trasferirsi al Norimberga per 22 milioni, prima di firmare immediatamente per il Brighton, che per lui ha investito 26,5 milioni. All’AMEX Stadium, tra l’altro, si contende il posto da centravanti proprio con un altro greco, Charalampos Kostoulas, per il quale l’Olympiacos aveva incassato 35 milioni esattamente un anno fa. Il calcio greco ha incassato fino a 23,3 milioni anche dalla cessione di Tzolakis all’Hull City, appena promosso in Premier League. Qualche milione in più, 23,6 per l’esattezza, era stato pagato invece dal Newcastle per Vlachodimos, oggi uno dei principali concorrenti per il posto da titolare tra i pali della Nazionale greca. Oltre a tutti quelli già citati, ci sono anche Pavlidis del Benfica, Douvikas del Como, Mouzakitis dell’Olympiacos, Mavropanos del West Ham, Ioannidis dello Sporting, Mandas della Lazio e Vagiannidis dello Sporting.
«Questi giocatori sono il futuro del calcio greco». ha detto Ivan Jovanovic, commissario tecnico della Nazionale, che lo scorso marzo, durante la pausa internazionale, aveva sottolineato l’importanza di accompagnare la crescita della nuova generazione: «Da parte nostra dobbiamo offrire loro tutte le opportunità affinché, attraverso le esperienze che matureranno e la collaborazione con giocatori più esperti, possano avere la possibilità di rappresentare il Paese nei prossimi anni». L’impresa compiuta nel 2004, con la storica vittoria dell’Europeo, resta difficile da ripetere. Ma la Grecia ha oggi a disposizione materiale sufficiente per provare a tornare a qualificarsi per una grande competizione internazionale. L’ultima partecipazione agli Europei risale all’edizione del 2012, mentre ai Mondiali la Nazionale ellenica non si vede dal 2014. In quell’occasione, peraltro, la Grecia riuscì a qualificarsi agli ottavi di finale – il suo miglior risultato di sempre. Ecco, ripetere una prestazione del genere potrebbe essere un obiettivo molto più realistico.