Sono passate alcune settimane dallo sbarco in Galizia di Pierre-Emerick Aubameyang, dal saluto caldissimo riservatogli dai tifosi del Deportivo De A Coruña, i suoi nuovi tifosi. Ebbene: l’entusiasmo di quei giorni, quello tipico di un pubblico che può abbraccia un grande giocatore – anche se 37enne – dopo anni difficilissimi, è addirittura cresciuto. E il merito è tutto dell’ex attaccante del Barcellona e del Chelsea, che è riuscito a segnare tre gol nelle prime tre gare di Liga. Nell’esordio contro l’Elche, ha eseguito un primo tocco magistrale, poi ha chiuso l’azione con una mezza volée di sinistro; nel secondo turno contro il Málaga, il centravanti gabonese ha battuto il portiere avversario con un intelligentissimo tocco di prima; infine, nel mezzo di una partita dominata e vinta dal Deportivo contro il Valencia, Aubameyang ha trovato la sua terza rete consecutiva grazie a un dolcissimo pallonetto.
In realtà Aubameyang sta vivendo una seconda giovinezza davvero eccezionale: dal 2023 a oggi, ha messo insieme oltre 65 gol con le maglie di Olympique Marsiglia, Al-Qadisiya (squadra saudita in cui ha militato per un anno) e adesso Deportivo. Il fatto che riesca a mantenere degli standard di rendimento così alti va certamente ricondotto alla sua professionalità, ma anche a una passione davvero incrollabile. Lo dimostra il modo in cui si è approcciato alla città: pochi giorni fa si è fatto immortalare mentre partecipava a una “pachanga” (termine galiziano che identifica una partitella che si svolge per strada) organizzata dai bambini di A Coruña. Inutile aggiungere che il video è diventato virale in poche ore:
LOS CHAVALES NO LO VAN A OLVIDAR EN LA VIDA🥹
Aubameyang se pasó por La Solana (A Coruña) y se unió a una pachanga con niños⭐ pic.twitter.com/R1zgaqp2Me
— DAZN Fútbol (@DAZNFutbol) August 20, 2026
Poche ore dopo il suo arrivo, il capitano – nonché simbolo galiziano – del Deportivo, Diego Villares, ha parlato così in conferenza stampa di Aubameyang: «Il suo ingaggio ha entusiasmato tutti qui, i tifosi m anche la squadra. Sappiamo di cosa è capace». Non aveva visto ancora niente, viene da dire: se il Deportivo è ancora imbattuto, se è settimo in classifica e ha già quattro punti di vantaggio sulla zona-retrocessione, gran parte del merito va ascritto all’eterno centravanti gabonese. Che, da parte sua, ha detto di sentirsi «il benvenuto» in questa sua nuova esperienza, per poi aggiungere che «per me venire al Deportivo è anche un modo per ricordare e onorare i miei nonni materni, con cui seguivo le partite del super-Depor ai tempi della Champions League». Sono passati tanti anni da allora, ed è francamente difficile immaginare che il club galiziano possa tornare a quei livelli. Eppure, eppure, adesso il Riazor ha un nuovo eroe che sta sconfiggendo anche il tempo.