Adesso anche il Barcellona sta iniziando a usare la Masia, il suo floridissimo settore giovanile, come fonte di guadagno sul calciomercato

Per ora c'è un tesoretto da 46 milioni di euro, destinato soltanto ad aumentare. Ma la fucina di talenti per la prima squadra resta.
di Redazione Undici 31 Agosto 2026 alle 20:26

Resta il fiore all’occhiello di un modo di fare calcio. Il sogno di qualsiasi bambino destinato a diventare un professionista. Ma da qualche tempo a questa parte, la rinomata Masia di Barcellona sta diventando anche qualcosa di più: un’autonoma generatrice di introiti sul mercato, che va ad alimentare ulteriormente le casse blaugrana. Come racconta AS, il ds Deco, ex leggenda del Barça ora al centro della dirigenza societaria, ha iniziato a vendere a peso d’oro diversi talenti provenienti dall’academy. Prima è toccato ad Ansu Fati, in direzione Principato di Monaco per 11 milioni di euro la scorsa estate – con mutua soddisfazione, visto il rendimento del giocatore in Ligue 1. Poi al centrocampista Tommy Marqués, allo Sporting Braga per la stessa cifra. E adesso la lista si allunga a vista d’occhio.

Un difensore dal brillante avvenire come Héctor Fort è stato ceduto alla Real Sociedad per 8 milioni. Iñaki Peña e Álvaro Cortés, portiere e difensore centrale, sono finiti al Panathinaikos e all’Anversa per tre milioni ciascuno. Jofre Torrents, terzino sinistro, ha firmato con l’Ajax. Mentre la notizia di queste ultime ore è che anche Toni Fernández, promettente trequartista classe 2008, è andato a dare man forte al Venezia in Serie A per 4 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita. Finora si tratta di un bottino di circa 46 milioni complessivi maturati soltanto negli ultimi dodici mesi.

E non è mica finita qua. Perché il Barça e la Masia stanno lavorando anche a una cessione da novanta: il centrocampista classe 2003 Marc Casadó, fiore all’occhiello del vivaio il cui valore del cartellino si aggira attorno ai 30-40 milioni di euro. Tanti, per un calciatore della sua età con appena 41 presenze in prima squadra. Ma se quella prima squadra è il Barcellona di Hansi Flick, il discorso cambia parecchio. E la Masia si conferma sinonimo di garanzia.

Perché il settore giovanile blaugrana si è messo anche a vendere, d’accordo. Ma non per questo ha smesso di rappresentare il percorso naturale per i migliori talenti del vivaio, destinati a diventare pilastri del Barcellona dei grandi in modo molto più consistente, per esempio, rispetto a quanto succede sull’analogo asse Fábrica-Real Madrid. Si pensi a Gavi, a Pedri, a Cubarsí, a Lamine Yamal – soltanto per citarne alcuni, che hanno già fatto la storia pure della Spagna con precocità inaudita. Dalle parti del Bernabéu tutto questo semplicemente non c’è. Si vende prima, bene e presto, monetizzando al massimo gli sforzi del vivaio: soltanto in questa sessione di mercato il club di Florentino Pérez ha incassato quasi 190 milioni di euro unicamente dalla vendita di calciatori cresciuti in casa. Ecco: in questo senso diciamo che la Masia sta emulando i rivali arrivando ad ampliare il proprio core business. Senza snaturarsi, imparando a capitalizzare i suoi talenti anche altrove.

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