Mikel Arteta ha detto di «aver implorato» la Premier League di cambiare le regole e fargli portare più giocatori in panchina

Il confronto con gli altri grandi campionati europei, che hanno allargato il numero di convocati, è quasi un'ossessione per il manager dell'Arsenal.
di Redazione Undici 31 Agosto 2026 alle 10:45

La lunghezza della rosa è una delle ossessioni di Mikel Arteta. Il manager dell’Arsenal in estate ha spinto con la società perché aumentasse il numero di giocatori, così da ampliare e migliorare un gruppo già molto numeroso e pieno di talento, che nella scorsa stagione ha riportato la Premier League nella bacheca dei Gunners dopo 22 anni (e ha anche raggiunto la finale di Champions League). Nell’ultima sessione di mercato, non a caso viene da dire, sono arrivati infatti Tzolis (per 40 milioni dal Club Brugge), Bruno Guimarães dal Newcastle (per 87,5 milioni) e Konsa dall’Aston Villa per quasi 60, a fronte delle uscite di Trossard, ceduto al Besiktas per 18 milioni e Kiwior al Porto per 17. Ma l’allenatore spagnolo vorrebbe andare oltre al mercato, vorrebbe un cambio di regolamenti. E così ha chiesto alla Premier di aumentare il numero di calciatori convocabili per ogni partita.

Come rivalato dal Guardian, infatti, l’Arsenal ha chiesto alla Premier League di aumentare il numero di giocatori che possono essere portati in panchina. Nel massimo campionato inglese tutte le squadre possono inserire 20 giocatori nella lista per una gara, con almeno tre elementi cresciuti nei settori giovanili inglesi. In Spagna, invece, la Liga consente di convocare 23 giocatori, mentre in Serie A il limite è fissato addirittura a 25. Ecco, Arteta vorrebbe che la Premier si uniformasse agli altri campionati. E ha spiegato che l’attuale sistema rischia di avere conseguenze negative sul benessere dei calciatori. Con il calendario sempre più fitto e un numero crescente di partite sulle spalle dei calciatori, Arteta non vede motivi per cui le squadre inglesi debbano avere a disposizione rose più ristrette rispetto a quelle dei suoi competitor internazionali.

«Ho chiesto più volte alla Premier League se fosse possibile aumentare questi numeri. Sono arrivato a implorarglielo, semplicemente per tutelare il benessere dei giocatori, che è la cosa più importante. Credo che ogni squadra abbia bisogno, idealmente, di più di 20 giocatori di movimento per riuscire a sostenere il livello di impegni che affrontiamo, soprattutto considerando le partite con le nazionali». Così ha parlato Arteta alla vigilia della trasferta dei campioni d’Inghilterra sul campo dell’Aston Villa. «Queste sono però le regole e dobbiamo giocare rispettandole. Dobbiamo stare molto vicini ai giocatori e spiegare loro queste situazioni nel modo giusto, facendo sentire tutti importanti, perché lo saranno».

I club possono registrare per l’intera stagione una rosa composta da 25 giocatori senior, vale a dire calciatori di età superiore ai 21 anni, di cui almeno otto formati in Inghilterra. Di conseguenza, in ogni partita cinque giocatori senior inseriti nella rosa stagionale sono costretti a rimanere fuori dalla lista dei convocati. Una situazione che, secondo Arteta, può essere difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista psicologico, perché comunicare a un calciatore che non prenderà parte alla partita può avere ripercussioni sul suo benessere. «La domanda va fatta ai giocatori: che cosa vogliono? Se alzano la mano e dicono: “No, preferisco restare a casa e non viaggiare”, allora credo che abbiamo un problema, perché significherebbe che non amano quello che fanno, ovvero vivere la giornata della partita». ha aggiunto l’allenatore dell’Arsenal. «Sono però convinto che, se chiedessimo ai giocatori, tutti vorrebbero far parte della squadra nel giorno della partita, perché è quello il momento in cui possono sentirsi pienamente realizzati».

Il problema, secondo Arteta, nasce proprio quando bisogna comunicare a un giocatore che non sarà nemmeno convocato: «Devi dirgli: “Non fai neanche parte della lista per questa partita”. Ed è davvero difficile. Non aiuta nessuno. Non aiuta il club, non aiuta la valutazione del giocatore e non aiuta il calciatore a sentirsi parte di qualcosa. È un problema reale che avrebbe una soluzione molto semplice». Arteta ha infine sottolineato come la questione riguardi anche il confronto con gli altri grandi club europei: «Ho fatto delle ricerche tra tutte le principali squadre d’Europa e noi non siamo diversi dagli altri. La maggior parte di loro, direi il 90%, ha più giocatori di noi. Dovremo quindi fare i conti anche con questo».

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