I tennisti che partecipano agli US Open, soprattutto quelli americani, hanno un grande problema: familiari e amici che vogliono i biglietti

Le richieste possono essere piuttosto insistenti, e talvolta anche fuori luogo.
di Redazione Undici 31 Agosto 2026 alle 19:47

Avete presente quel vecchio zio che non sentite da una vita e rispunta puntualmente appena finite sotto i riflettori? Una promozione a lavoro, una vincita di gioco. Una carriera nel tennis. Ecco: quando si tratta di US Open, i suddetti soggetti – conoscenti alla lontana o cugini di trentottesimo grado – spuntano come funghi ingolfando le richieste legittime di parenti e amici stretti – anche lì, da gestire con parsimonia. Soprattutto di questi tempi, perché vedere dal vivo un match del torneo americano del Grande Slam è arrivato a costare un’eresia. E puntualmente, alla vigilia del main event, riaffiorano le richieste tipo ai tennisti partecipanti: “Hey, mi puoi mettere un paio di biglietti da parte?”. Oggi la mamma di Coco Gauff ha risposto per tutti: “Siamo spiacenti. Affrettatevi a comprarli, se volete venire”.

La signora Gauff, ben conosciuta all’interno del circuito per il supporto mai fatto mancare alla figlia in giro per il mondo, ha affidato ai social un messaggio che ha ricevuto il plauso di atleti e addetti ai lavori. “Cara famiglia e amici”, le parole di Candi Gauff, accompagnate dalla foto di Coco con il trofeo appena vinto al Cincinnati Open. “Mi scuso in anticipo per questa schietta, ma necessaria informazione. So che siete tutti molto entusiasti di vedere Coco giocare agli US Open. Anch’io!!! Le richieste per i biglietti riservati agli ospiti di Coco sono già state prese in carico. Sfortunatamente, non saremmo in grado di procurarvi questi biglietti: per favore fate in modo di comprarli. Piccola nota a margine, non chiedetecene mai più di due. Coco ora è cresciuta e ha i suoi amici a cui riservare quei pochi tagliandi disponibili. Grazie per il vostro supporto”.

E annessa ovazione di chi vive questo universo da vicino. “Dillo più forte, così magari ci sentono anche nelle ultime file”, ha commentato Jessica Pegula, numero 3 del ranking WTA. “Questa è la miglior dichiarazione che sia stata mai scritta. Ben fatto, signora Gauff”, si sono uniti agli applausi anche Ben Shelton e Francis Tiafoe dal circuito ATP. Mentre la 22enne Coco, beniamina del pubblico di casa, ha raccontato di non essere stata al corrente dell’idea della madre. Ma di averla apprezzata eccome. “A dire il vero certa gente spunta davvero dal nulla”, ha commentato in conferenza stampa. “Il più delle volte non parli con queste persone da anni: non ti scrivono congratulazioni, buon compleanno, niente di niente. Per poi farsi vivi soltanto dicendo ‘Oh, mi trovo a New York, posso avere otto biglietti per il tuo match?’ Ho una famiglia molto grande su entrambi i lati, ma come ogni famiglia ci sono alcuni lontani parenti con cui non parli mai. E di solito sono anche quelli che chiedono più biglietti”.

Insomma, le stelle del tennis hanno un problema scrocconi. C’è chi si mette a ghostare i messaggi per dribblare ogni richiesta seccante, come lo stesso Shelton. Molti si affidano a un team incaricato di gestire le domande per i biglietti omaggio. Altri perdono semplicemente il conto: l’americano Taylor Fitz sostiene di avere in media 15-20 persone a torneo che gli chiedono biglietti, di solito dai 2 ai 6 a richiesta – senza avere idea di quanti messaggi riceva il resto del suo staff. Anche in base al calcolo più conservativo possibile, si tratterebbe di una cinquantina di tagliendi ad atleta. Per un totale di quasi 7000 biglietti. Per intenderci: l’Arthur Ashe Stadium, sede della finale degli US Open ha una capienza di 24mila spettatori scarsi. È evidente che la signora Gauff ha scritto soltanto ciò che tutti pensavano, e che nessuno finora si era preso la briga di pubblicare.

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